«Addio, mio bel Ticino» la Pavone va in Spagna

Per oltre 30 anni ha vissuto a Lattecaldo, vicino Chiasso

Elisabetta Pisa

Gianburrasca cambia casa. Rita Pavone, uno dei vip italiani più conosciuti del Ticino, lascerà la sua villa di Lattecaldo - frazione di Morbio Superiore, a qualche chilometro da Chiasso - per trascorrere più tempo in Spagna. Compiuti i 60 anni, la cantante ha deciso di dire addio alle scene. E il suo congedo dalle performance dal vivo segnerà anche un cambiamento del suo stile di vita.
«Ho iniziato a lavorare a 9 anni, a 17 è arrivato il successo. Dopo cinquantun anni di carriera, voglio annoiarmi un po’», dice. Ma per farlo non ha scelto di rimanere nella tranquilla Svizzera - la sua casa da oltre 30 anni - ma l’isola di Maiorca. «È il nostro buen ritiro, come lo chiamiamo con mio marito. Abbiamo una casa molto bella sul mare da diversi anni, che utilizzavamo poco. Adesso trascorreremo lì molto più tempo, magari sei mesi all’anno, sicuramente non d’inverno. Da marzo in poi sarebbe l’ideale. È un posto molto romantico. L’idea che sia tutto nostro ci piace molto».
La scelta spagnola non è, quindi, un addio definitivo al Ticino. «Verremo a trovare i nostri figli Alessandro e Giorgio. Saremo ospiti a Lattecaldo nella loro casa. Del resto la Svizzera è un posto che amo molto». E che ha segnato una tappa fondamentale nella vita della ragazzina torinese, scoperta da Teddy Reno.
La coppia fece scalpore nell’Italia degli anni Sessanta. Venti anni di differenza tra i due, troppi per un amore che era sotto i riflettori del mondo dello spettacolo. Ma insieme sono andati contro le convenzioni sociali. Proprio in Ticino furono celebrate le nozze nel 1968. Il divorzio in Italia era di là da venire. E colui che sarebbe diventato suo marito si era già sposato civilmente.
«Ottenemmo la possibilità di fare un matrimonio di coscienza. Celebrò il rito monsignor Cortella, arciprete di Lugano». Nel 1971, con l’introduzione del divorzio, Teddy Reno e Rita Pavone si sposarono di nuovo civilmente. Nel frattempo avevano preso casa a Lattecaldo. «È stata una delle cose più intelligenti che abbiamo fatto. Abitiamo a pochi chilometri dalla frontiera, la tranquillità che c’è qui è diversa. È come staccare la spina».
Paradossalmente la grinta e la vitalità della Pavone hanno bisogno anche della calma elvetica. «È un modo per ricaricarmi. Amo molto la natura. Abbiamo una casa ad Ariccia, sui Castelli Romani in mezzo al verde. La città mi piace per lo shopping, per andare a teatro. Da bambina abitavo a Torino, a Borgo San Paolo, che all’epoca era periferia in mezzo al verde. Da sempre mi porto dietro queste radici. È per questo che ho bisogno intorno a me di colore e natura. E poi sfatiamo un mito. Tutti pensano che la Svizzera sia un Paese dove si parla solo di soldi, cioccolata e orologi. Non è così. Il Ticino offre molte opportunità, non è noioso. E, se proprio si vuole fare un tuffo nella mondanità, a 50 chilometri c’è Milano». Insomma, tra la Pavone e il Ticino il rapporto è ottimo. Una terra in cui tra l’altro sono cresciuti i suoi figli, svizzeri doc.
Ma adesso è tempo di prendere le distanze dal Cantone e avvicinarsi di più alla Spagna. Il congedo col pubblico è avvenuto ieri sera, all’Auditorium della Radio a Lugano, con lo spettacolo La mia favola infinita che Rita Pavone ha preparato per il suo addio alle scene, e che ha già portato in giro per l’Italia.
Nel 2006 sono in programma una quindicina di concerti in Brasile, Argentina, Spagna, Germania e Canada. Infine inizierà il secondo capitolo della sua vita, tra la casa di Calador, a Maiorca, e un impegno dietro le quinte: l’attività discografica e di regista teatrale. «Preferisco ritirarmi ora. Voglio lasciare il ricordo di una Pavone piena di vitalità e di grinta e non una copia sbiadita di me stessa».
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