Addio a Nassirya con scuole, strade e ospedali

Tre anni e mezzo di lavoro duro e rischioso

Addestramento della nuova polizia e dell’esercito iracheni, migliaia di pattugliamenti, ingenti arsenali sequestrati, duemila tesori archeologici recuperati e quasi novecento progetti umanitari e di ricostruzione sono il bilancio della missione Antica Babilonia.
I militari italiani in Irak hanno addestrato ed equipaggiato la III brigata dell’esercito iracheno per un totale di 3.500 uomini. I carabinieri sono riusciti a rimettere in piedi la polizia della provincia di Dhi Qar con 12mila agenti e un reticolo di commissariati sul territorio. Duemila tesori archeologici recuperati, una cinquantina di tombaroli arrestati e 140 guardie irachene addestrate per difendere i siti, dove affiorano le vestigia dell’antica Babilonia, sono invece i dati dello sforzo del reparto specializzato dell’Arma nel preservare il patrimonio storico iracheno.
Il contingente italiano ha sempre mantenuto circa tremila uomini in Irak, che hanno effettuato 16mila pattugliamenti e più di 12mila scorte. Oltre a garantire la sicurezza e le prime elezioni libere del dopo Saddam, i nostri militari hanno costruito il nuovo carcere di Nassirya e sviluppato il sistema giudiziario nella provincia di Dhi Qar. In tre anni e mezzo sono stati sequestrati 3.500 armi, 3.400 bombe da mortaio, 5.500 razzi e mine, 1.210 proiettili di artiglieria, 10.160 bombe a mano, 900 chili di polvere da sparo e 3.300 chili di esplosivo al plastico.
Elicotteri e aerei senza pilota Predator hanno volato per 9mila ore al fine di garantire sorveglianza, interventi d’emergenza ed evacuazioni mediche. I reparti Cimic, specializzati nella Cooperazione civile-militare, hanno avviato 872 progetti di ricostruzione e assistenza grazie ai 15 milioni di euro del bilancio italiano e ai 20 milioni di dollari messi a disposizione dalla Coalizione internazionale. I soldati italiani hanno asfaltato strade, costruito scuole, rimesso in sesto ospedali e fornito acqua o potabilizzatori ai villaggi nel deserto affidando i lavori alla manodopera locale.
Inoltre i medici del contingente e l’ospedale da campo hanno realizzato 5.400 interventi di pronto soccorso e 780 operazioni chirurgiche, oltre ad avere distribuito centinaia di tonnellate di medicine.
Peccato che a un’intensa attività a favore della popolazione non sia corrisposto un’equivalente presenza delle Ong italiane, perché contrarie ad Antica Babilonia, a differenza di quelle di altri Paesi con contingenti impegnati in Irak.