Addio pacco, è corsa al regalo-spettacolo

Giuseppe Marino

Basta con la sciarpa di cachemire, la cravatta griffatissima o l’anello con brillante. Quest’anno il dio del marketing viene in soccorso dei forzati del regalo, degli indecisi della vigilia che implorano la commessa. La tendenza che va prendendo piede in questa rincorsa al Natale 2006 è regalare un’esperienza. Non un semplice invito a cena, ma sedersi alla tavola di un grande chef. Non più un banale viaggio, ma un itinerario avventuroso ed emozionante. Un esempio? Si può regalare la partecipazione al Rally dei Faraoni. O, se si vuole davvero strafare, un viaggio a bordo di una navetta spaziale. Chi abbia subito avvertito una fitta al portafogli si rilassi: non è necessario puntare su esperienze che costano milioni. «Regalare un’esperienza che sia unica e lasci un segno, è una tendenza che sta prendendo sempre più piede», spiega Francesca Lovatelli Caetani, nota «cool hunter», come si definisce chi va a caccia di novità e mode. «Ma non è detto che si debba spendere molto - spiega -: i regali più desiderati sono sempre viaggi esotici, soggiorni in beauty farm e l’ormai classico intervento di chirurgia estetica. Ma la novità di quest’anno è il corso di sopravvivenza. Gettonatissimo per fare una vacanza lontano dalle seccature quotidiane ma anche per socializzare. Una tendenza figlia dei reality. Per non guardarli più, ma diventarne protagonisti».
«Va benissimo anche regalare un soggiorno alle terme di Baden Baden con un volo low cost - suggerisce Nicola Santini, esperto di bon ton che insegna “business etiquette” ai manager di grandi aziende -: si possono spendere anche solo 50 euro e si regala un momento da ricordare». E a sentire gli esperti ci si fa più bella figura così che con il classico cadeau natalizio: «L’importante - ammonisce Santini - è scegliere con cura l’esperienza, che interessi davvero chi la farà, e il momento. Regalare un viaggio incompatibile con gli impegni del destinatario sarebbe scortese. Se si sceglie bene è senz’altro un regalo più personalizzato della solita cornice d’argento».
Ecco però che si ripropone il problema della scelta. Ma anche qui la soluzione c’è. Il consumistico Natale è il miglior momento per fare affari. E c’è chi ha già fiutato la tendenza e ne ha fatto una professione. Società che si occupano di selezionare i fornitori delle esperienze per trasformarli in regali «unici» e «irripetibili» (a meno, è ovvio, di non essere pronti a sborsare denaro a sufficienza). Una neonata azienda di Verona ad esempio, vanta un catalogo di oltre 2.000 possibili «emozioni» da regalare. «Siamo un gruppo di 11 professionisti che vengono da pubblicità, consulenza aziendale e finanza e abbiamo costituito la società - racconta Cristina Pozzi, responsabile marketing della Elation -. Il lavoro più impegnativo è stato reperire e testare i 300 fornitori delle esperienze che offriamo ai nostri utenti, aziende che vogliono fare un omaggio a clienti o dipendenti ma anche privati». La Elation offre la possibilità di scegliere il dono su Internet e recapitarlo sotto forma di voucher. «Così il regalo assume comunque una forma tangibile - spiega Cristina Pozzi - e il voucher è disegnato apposta in modo da dare la sensazione di scartare un pacco».
Alla fine quindi l’esigenza del pacco sotto l’albero non tramonta. Ma dentro ci può essere davvero di tutto. Il fiore all’occhiello del catalogo della Elation è una giornata di golf da trascorrere in compagnia di Jack Nicklaus, storico re del green. A Roma molti si rivolgono al bazar di Michel, il parrucchiere che ha aperto un bazar in via Sistina in cui procura regali «da un euro a un milione di euro». Come la «look therapy», un «maquillage» completo della persona e della casa. I fortunati titolari della carta «Centurion» American Express invece, possono farsi realizzare i propri sogni dall’apposito call center. Un imprenditore italiano, ad esempio, si è fatto organizzare per i figli un viaggio in Lapponia con tanto di corsa in slitta e incontro con Babbo Natale. Una signora ha regalato al marito una cena con un componente della band preferita, gli Iron Maiden. Ma, come si dice, certe cose non si comprano con i soldi. Serve una carta di credito. Possibilmente nera e senza limite di spesa.