Addio partitini addio compagni E ora al lavoro

Gli italiani sanno che i miracoli non si possono fare e per questo non hanno creduto a chi li prometteva e hanno punito chi da troppo tempo aveva perso il contatto con la realtà perché immerso nella pura ideologia. La gente comune, che vive la quotidianità, con i problemi veri da risolvere, è andata a votare con l’obiettivo di non sentire più discorsi astratti e privi di contenuti concreti. Ha vinto la loro voglia di giustizia e di sicurezza. Ora confido che Berlusconi, Fini e Bossi possano renderci di nuovo orgogliosi di essere italiani.
Lettera firmata e-mail
Ho seguito da lontano gli «exit poll» e sono contento d’aver contribuito, insieme alla grande maggioranza dei miei connazionali, al prevalere del buon senso. Con la vittoria del Pdl l’Italia e gli italiani possono tornare a credere nelle loro potenzialità e a guardare al futuro finalmente con fiducia e ottimismo.
Ralph Frascino - Usa
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Penso che questa sia la volta buona per il nostro povero e bellissimo Paese di avere un governo che lo curi, aiuti e migliori con efficienza e serietà. Senza l’Udc e soprattutto senza Follini, questo governo può e deve farcela.
Ileana Saya e-mail
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Gli elettori hanno semplificato il quadro politico, allontanando dal Parlamento partiti e «partitini» ideologici. Hanno dato una vittoria netta a Berlusconi e ai suoi alleati e ora si aspettano di vederli lavorare per mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Soppressione dell’Ici sulla prima casa e della tassa di successione, detassazione del lavoro straordinario e dei premi di produzione, proposte di riforme istituzionali e contestuale confronto con l’opposizione: questi erano i punti principali del programma e questi dovranno essere i primi da realizzare.
Giovanni Bertei - La Spezia
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La Campania ha reagito e la scossa si è sentita: hanno tremato i palazzi del sindaco che non se ne vuole andare. Caroselli di macchine e motorini con bandiere azzurre, come per la vittoria dei mondiali. Stavolta l’Italia si è ritrovata nella politica e non solo nello sport: un’opportunità unica per caricare l’Europa del nostro talento. Ma soprattutto la gioia di vedere che la riforma l’ha effettivamente scritta il popolo, quello italiano, con un colpo di spugna sui delatori del patriottismo, sui finti pacifisti e su tutti coloro che ritengono la Democrazia un lasciapassare e non un principio.
Lettera firmata e-mail
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La mia personale chiave di lettura della vittoria è la seguente. La mia generazione ha contribuito a escludere, con una «spallata» risolutiva, quelle frange estremiste rappresentate dall’Arcobaleno. Attorno a me, nelle scorse settimane, aleggiava un’aria di rifiuto al voto causata dalla disaffezione di molti cittadini verso i personaggi che hanno danneggiato pesantemente il Paese negli ultimi due anni. Mi sono battuto affinché la voglia di contribuire alla ricostruzione del Paese avesse la partecipazione di tutti. E ora sono soddisfatto del risultato raggiunto e anche della generazione che rappresento.
Piergiorgio Benfenati e-mail
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Ma non lo sapevano che non esiste nulla di più effimero di un arcobaleno? E adesso al lavoro, già nei primi 100 giorni vogliamo vedere il cambiamento, voglio vedere il Paese rialzarsi.
Riccardo Savoia e-mail
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Voglio fare arrivare i miei complimenti al Presidente Berlusconi e alla coalizione di centrodestra per la netta affermazione elettorale. L’Italia è rinata il 14 aprile del 2008.
Marcello M. Rizzo - Cittá di Panama
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Adesso tocca a tutti noi metterci al lavoro per far tornare l’Italia in alto. Sarà difficile e quindi ancor più necessario sostenere le nuove idee, come la realizzazione del federalismo. E anche se non condivido le idee politiche di Bertinotti e dell’Arcobaleno, trovo importante dare alla sinistra una tribuna da dove poter esprimersi, e al movimento per l’autonomia del Sud un forte appoggio. Sono convinto che ora ce la faremo a risanare l’Italia.
Allan Avventurato e-mail
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Queste elezioni hanno un significato molto importante, perché gli italiani per la prima volta hanno potuto votare non sulle parole o sulle promesse, bensì sul diverso modo di governare il Paese. Hanno potuto confrontare i 5 anni governati dal centrodestra con i 2 anni guidati dal centrosinistra, e sono giunti alla loro conclusione. Per questo dico che è stata una vittoria di grande responsabilità. Adesso mi aspetto che i giudizi positivi dei tanti elettori di centrodestra siano confermati da risposte concrete a altrettanto positive.
Michele Dimonte e-mail
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Ora finalmente avremo un governo che non può più nascondersi: sapremo individuare i colpevoli e i meritevoli e di conseguenza potremo premiarli o punirli. Stiamo diventando un Paese normale, «all’europea». Ora spetta a Berlusconi il compito di rendere l’Italia una nazione moderna e produttiva.
Salvatore Palermo e-mail