Addio privilegi agli ex senatori: pagheranno treni e autostrade

Per gli ex senatori è finita la cuccagna. Il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama, su indicazione del numero uno Renato Schifani (nella foto), ha affidato una delega al collegio dei questori per rivedere la normativa relativa alle spese di viaggio. In particolare, sarà rivista la platea dei beneficiari del sussidio limitandolo alle due legislature successive a quella di cessazione dal mandato. In questo modo, il numero degli aventi diritto scenderà dagli attuali 1.058 a 291 con un taglio di 767 ex senatori che avevano diritto vitalizio a viaggiare gratis.
Non è la sola misura di contenimento della spesa. Dal primo gennaio 2010 sarà completamente abolito il rimborso per i pedaggi autostradali e sarà introdotto un plafond unico per i viaggi ferroviari e aerei con una previsione di spesa ridotta almeno del 50%. In questo modo si conta di risparmiare ogni anno un milione e 68mila euro.
L’iniziativa di Schifani è inserita in un programma di moderazione delle spese sostenute da Palazzo Madama, che sarà portato avanti in accordo con la Camera. Per il primo anno del triennio 2009-2011, spiega una nota, il Consiglio di presidenza ha deciso di ancorare la dinamica della spesa ai volumi previsti nel 2008, con una crescita zero delle uscite. Per i due anni successivi viene confermata, in termini di dati previsionali, il limite di crescita pari al tasso dell’inflazione programmata. Il Senato farà fronte alle uscite con un aumento delle entrate proprie, riconducibili all’incremento dei contributi previdenziali a carico dei senatori e dei dipendenti. L’azione moralizzatrice si estenderà anche ai cosiddetti «portaborse». Dal prossimo primo luglio i collaboratori dei parlamentari potranno accedere in Senato solo se saranno in grado di dimostrare l’esistenza di un regolare contratto di lavoro.