Addio scaramanzia: Napoli fa già festa

Bandieroni azzurri «legano» i balconi dei quartieri storici. I tifosi a De Laurentiis: «Vogliamo la squadra sul bus scoperto. Come Inter e Milan»

da Napoli

La voglia di fare festa, a volte non si coniuga con la scaramanzia made in Napoli. E così, da molti balconi, del Vomero e della Sanità, di Fuorigrotta e dei Quartieri spagnoli, scendono i bandieroni azzurri, in stile sudamericano. Nei quartieri della torcida partenopea, i «rotoloni» bianco e azzurri, legano i balconi l'uno con l'altro: siamo a Forcella, nella Pignasecca, in via Tribunali, a Secondigliano. Ha fatto di più il capo dell'Acan, Ciro Marchitelli, oltre undicimila militanti, che in via Poerio, zona Stazione, ha già addobbato la strada con festoni che scendono da finestre e balconi.
Ma questo è niente rispetto a quello che potrebbe accadere domani, nel caso in cui Iezzo, Calajò e compagni, dovessero conquistare a Marassi almeno un pari. Allora sì, che sarebbe festa grande, una liberazione dopo 6 anni di inferno, trascorsi tra la serie B (4) e la serie C (2). Sono già un addobbo quelle centinaia di bancarelle, comparse nelle strade di Napoli e della provincia, prima ancora che si giocasse la partita con il Lecce (che avrebbe potuto decidere la promozione dell'undici di Reja in serie A). Tra l'ironico e il macabro, sono stati stampati migliaia di manifesti a lutto: ma, questa volta, anziché il nome della squadra che vorrebbero vedere, calcisticamente defunta, c’è una B. Una delle centrali del business è da sempre piazza Mercato: a ruba rotoloni bianco e azzurri, sciarpe, fischietti, berretti, trombe di plastica rigorosamente azzurre. E le magliette, naturalmente: la più gettonata è quella di Calajò.
Ma, tornando ai festeggiamenti ancora «in sonno», la stazione centrale sarà sicuramente una delle mete dei tifosi, che impazziranno e impazzeranno fino a notte inoltrata in caso di conquista della A. «Un bandierone azzurro, scenderà fino a terra, dal quinto piano di un palazzo di via Poerio. Al centro, ci sarà un’immensa A bianca», rivela Marchitelli. «Certo, sarebbe stato bello se il presidente De Laurentiis - dice il capo tifoso -, avesse permesso alla squadra di fare il giro su un bus scoperto, come ha fatto l'Inter campione d'Italia».
Non sta nella pelle, un altro capo storico della tifoseria azzurra, Saverio Passaretti, 150 club sparsi in tutta Italia. «Il nostro sogno è quello di festeggiare la conquista della A, con i tifosi del Genoa. Molti di loro sono stati carini e ci hanno favorito nell'acquisto di tanti biglietti». E sui festeggiamenti in caso di vittoria, dice: «Ci saranno tanti striscioni, creati all'ultimo momento: la fantasia dei napoletani, si scatenerà con il cuore gonfio di gioia». Come vent’anni fa, quando uno striscione davanti al cimitero diceva: «Non sapete che cosa vi siete persi». Già, ma all'epoca si festeggiava il primo scudetto nella storia del Napoli.