Addio allo sceneggiatore Ugo Pirro Vinse due Oscar con Petri e De Sica

Tra i suoi film più noti, Metello e Indagine su un cittadino...

Nato a Salerno nel 1920 come Ugo Mattone, Ugo Pirro - così era noto nel cinema - è morto ieri a Roma. Aveva firmato le sceneggiature di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri e Il giardino dei Finzi-Contini di Vittorio De Sica, Oscar per il miglior film non americano, sebbene quello di De Sica fosse imparagonabile al romanzo di Bassani. Ma il legame più tenace di Pirro fu con Carlo Lizzani: Achtung, banditi! (1951), Il gobbo (1960), Il processo di Verona (1963), Svegliati e uccidi (1966), L'amante di Gramigna (1969). Per il pubblico d'età Pirro rimane però quello della collaborazione con Petri, cominciata nel 1967 con A ciascuno il suo, da Sciascia, film superiore ai più fortunati titoli dello stesso tandem, urlati con la voce stentorea di Gian Maria Volonté, come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, dove l'attore era un commissario assassino (allusione a Calabresi); o come La classe operaia va in paradiso (1971), dove Volonté era uno stakanovista, prima pentito, poi impazzito.
Erano film sessantottardi, ma frutto della generazione dagli anni Venti, compromessa col fascismo degli anni Quaranta; negli anni Settanta essa voleva far dimenticare da dove veniva. Lizzani era stato composto nel cambiare l'idea fascista in idea comunista. Tognazzi - che aveva girato La proprietà non è più un furto, sempre di Pirro e Petri, ma aveva esordito nel 1944 da Radio Fante - lo era stato meno nelle sue esternazioni anarchicheggianti; e Volonté che, col fratello, era stato tentato dal neofascismo postbellico, era solo passato da un estremismo all'altro. Quanto a Pirro, nel 1944 aveva cercato di lasciare la Sardegna, occupata dagli americani, per raggiungere il territorio della Repubblica sociale. Arrestato, aveva denunciato i camerati, incluso Antonio Pigliaru (cfr. il saggio di Mavanna Puliga su di lui), che dopo qualche anno di galera sarebbe diventato un noto giurista, specialista in vendetta barbaricina. Pirro dovette così lasciare la Sardegna, dove troppi speravano d'incontrarlo per avere «spiegazioni». Ci sarebbe tornato, letterariamente, con Sequestro di persona di Gianfranco Mingozzi (1968).
Giunto nella Roma del dopoguerra, Pirro aveva infatti cominciato a lavorare per il cinema, adattando un romanzo di Vasco Pratolini (informatore della polizia in epoca fascista, poi diventato comunista anche lui): era Metello, che nel 1970 Massimo Ranieri avrebbe interpretato per Mauro Bolognini. Stesso regista e stesso protagonista per Imputazione di omicidio per uno studente (1972). Poi sarebbe venuto per Pirro il breve e deludente sodalizio con Gillo Pontecorvo per Ogro (1979), sull'assassinio dell'ammiraglio Carrero Blanco. Per Pasquale Squitieri, allora anche più a sinistra di lui, Pirro scrisse I guappi (1974) e Il prefetto di ferro (1977), mentre, su commissione del maresciallo Tito, ideava La battaglia della Neretva (1969) e La quinta offensiva (1973), opere che nell'ex Jugoslavia sono diventate oggetto di sberleffi.