Addio signor no, l'ambiente ringrazia

C'è chi lamenta come perdita che si sarebbe dovuta evitare la scomparsa degli ambientalisti dal nuovo Parlamento, e c'è chi ribatte che i Verdi sono stati cancellati dai propri stessi elettori. Ma, a pensarci bene, i Verdi non avevano elettori neanche prima. Essi si trovarono nei governi passati solo grazie alle scellerate alleanze pre-elettorali, necessarie per dare forza di governo a chi tale forza mai ha avuto: ai Fassino e ai D'Alema, alle Finocchiaro e ai Veltroni. Il potere Verde, smisurato a fronte di quel loro 2% di sempre, fu ottenuto sempre grazie a quello ricattatorio che essi amavano, sempre, esercitare.

La differenza tra il passato e oggi è che nel passato erano tollerati e oggi, finalmente, non più: non è escluso che molti di coloro che avrebbero inteso dare la fiducia a Bertinotti gli hanno invece voltato le spalle per essersi questi coi Verdi alleato. L'ambientalismo non è un'idea politica: lagnarsi dell'assenza in Parlamento di una voce specificamente ambientalista sarebbe come lagnarsi dell'assenza di un ipotetico partito salutista che vorrebbe giustificare la propria esistenza adducendo che altri ignorerebbero, o addirittura favorirebbero, le malattie. La questione della salvaguardia della salute ambientale è cara a tutti: alla Santanchè, a Fini, Bossi, Berlusconi, Casini, Di Pietro, Veltroni e, sono sicuro, anche a Bertinotti. A tutti noi, insomma. A tutti noi, ma non ai Verdi. Ce lo dicono i fatti. La protezione dell'ambiente è una questione scientifica. E la scienza, piaccia o no, non è democratica. Orbene, nel rinnegare la scienza, i Verdi hanno dimostrato di essere gli unici a remare contro la protezione dell'ambiente.

Ci hanno fatto abbandonare il nucleare - prima fonte d'energia elettrica in Europa - costringendoci a inquinare con l'uso esagerato dei combustibili fossili. In nome di cosa? In nome di quel colossale falso scientifico che vorrebbe irrisolto il problema delle scorie radioattive: un problema, invece, perfettamente risolto, come peraltro dimostra il fatto che con quasi 60 reattori nucleari in casa, il problema dei rifiuti radioattivi mai è stato sollevato da alcun cittadino francese o giapponese. Invece molti cittadini della provincia di Napoli, sebbene governata da un Verde - o forse proprio per questo - non hanno più la forza di sollevare il problema dei rifiuti ordinari. In nome della protezione dalla leucemia infantile hanno promosso l'interramento dei cavi di trasmissione dell'energia elettrica, che invece sono innocui, con ciò sottraendo alle risorse per la lotta alla leucemia infantile un milione di euro per ogni chilometro di cavo interrato. Hanno preteso che fosse bloccata la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, il cui vero impatto ambientale è la sua assenza. Il loro Segretario nazionale ha ieri dichiarato di voler ripartire dalla difesa dei deboli.

Lodevole proposito. Peccato che egli, in questi due anni, in nome di quell'altro colossale falso scientifico che ha la pretesa che il clima si possa governare, abbia impegnato denaro pubblico per la diffusione degli inutilissimi e dannosissimi pannelli fotovoltaici, che è il modo più garantito per definitivamente affossare i deboli: come se avesse impegnato denaro pubblico nella distribuzione di caviale Almas - 200 euro l'etto - per sfamare gli affamati. Insomma, non emetterei alcun lamento, neanche flebile, per l'assenza dal Parlamento dei Verdi o di forze ambientaliste: ambientalisti lo siamo tutti e in Parlamento ci siamo già. Solo i Verdi hanno dimostrato di non avere a cuore l'ambiente e, grazie a Dio, non sono in Parlamento.