Adelina ritrova casa e il sorriso

Massimo Malpica

Casa dolce casa. Eppure per Adelina Lombardi, 86enne con problemi di deambulazione (ed economici), l’appartamento in cui viveva da oltre vent’anni a Torre Maura aveva ben poco di dolce, almeno da quando le era arrivata l’ingiunzione di sfratto. E con il nuovo anno la signora Lombardi era ormai davvero prossima a trovarsi in mezzo a una strada: una telefonata del commissariato non le aveva lasciato molto tempo, indicando nel 20 gennaio la data entro la quale sloggiare.
Troppo poco tempo per il Campidoglio, che era stato interessato della questione nel 2002, quando l’anziana donna aveva fatto domanda per ottenere una casa popolare. Il Comune in questi tre anni e spiccioli ha attivato l’Ufficio politiche abitative e i servizi sociali del municipio di residenza della donna, riuscendo a ottenere un paio di rinvii dello sfratto. Ma non ha trovato un tetto per Adelina, che nonostante il massimo punteggio e l’obiettiva delicatezza del suo caso, si è trovata relegata al posto numero 1860 della graduatoria del Comune per l’assegnazione degli alloggi. A poco servono le lettere al sindaco Walter Veltroni: la matematica è quella che è, gli uffici comunali non possono che fare spallucce, ricordando di dover rispettare la «classifica».
La vicenda arriva però alle orecchie della redazione di «Porta a Porta» e il programma di Bruno Vespa, prima di Natale, racconta in una puntata la storia di Adelina. I suoi familiari si lamentano davanti alle telecamere di non aver avuto «nessuna risposta» dal Campidoglio, nonostante le numerose richieste di aiuto. In studio c’è il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, che si impegna a trovare una soluzione prima dello sfratto. E in effetti, grazie alla proposta di un costruttore, il prossimo candidato di An per il Comune offre ad Adelina un appartamento in comodato d’uso, già disponibile da oggi e per tutto il tempo necessario a far salire ad Adelina quei 1859 gradini che la separano dall’agognato alloggio popolare. La figlia della donna, Gabriella Cipolloni, esulta per l’intervento del ministro: «Proprio quando non ci speravamo più, grazie al suo interessamento abbiamo visto sbloccarsi la situazione», sospira. E al Campidoglio, che dopo la puntata di «Porta a Porta», temendo strumentalizzazioni, ha tenuto a precisare di aver avuto decine di contatti con i familiari della signora Lombardi, Gabriella risponde con un pizzico di polemica. «Certo che gli uffici ci hanno contattato. Tutto quello che ci veniva detto era però che non c’erano alloggi disponibili, mentre mia madre tra 10 giorni sarebbe finita per strada».
Ma tutto è bene quel che finisce bene: tra qualche mese o anno anche Adelina avrà la sua casa popolare. Senza fretta però, perché ormai un tetto sulla testa lei ce l’ha. E ci voleva invece lo «sfratto eseguito» per risalire più velocemente (si fa per dire) la ripida china della graduatoria. Il cui rigoroso rispetto, d’altra parte, viene talvolta «derogato» dal Campidoglio. C’è chi okkupa abusivamente, e una volta sfollato guadagna «crediti abitativi», chi è nei residence, chi nelle varie quote di riserva. Corsie preferenziali la cui consistenza numerica non è poi così scarsa: ad aprile scorso, su 84 appartamenti assegnati (a Corviale), solo 18, il 21 per cento, sono finiti agli iscritti nella graduatoria dell’ultimo bando.