Adescò una 12enne su Facebook, la Procura chiede la condanna di un militare

Il pm: «Quattro anni di reclusione per il maresciallo». L'uomo era stato fermato nel marzo scorso con l'accusa di tentata violenza sessuale. A far scattare la trappola i genitori della bambina

Chiesta la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per il maresciallo dell'esercito (45 anni) fermato lo scorso 4 marzo con l'accusa di tentata violenza sessuale perché avrebbe adescato su Facebook una bambina di 12 anni. La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Giancarla Serafini nel procedimento con rito abbreviato davanti al giudice per l'udienza preliminare Maria Grazia Domanico. Il pm contesta all'imputato anche il reato di maltrattamenti in famiglia perché, secondo quanto testimoniato durante l'inchiesta da conoscenti e da uno dei due figli, maltrattava la moglie. Nel procedimento la donna si è costituita parte civile contro il marito, così come i genitori della bambina, associandosi alle richieste di condanna del magistrato. In base a quanto ricostruito da Serafini, l'imputato conosceva la 12enne, che era compagna di classe di sua figlia. Ne avrebbe quindi ottenuto l'amicizia su Facebook e ha chattato a lungo con lei in internet, finché le ha dato un appuntamento a cui è andato a prenderla in auto e in quell'occasione è stato fermato. I genitori della ragazzina, infatti, tenevano sotto controllo il profilo della bambina sul social network, che comunque vieta l'iscrizione ai minori di 18 anni, e avevano denunciato ai carabinieri quanto stava accadendo. Così quando il maresciallo ha lanciato l'esca, in realtà è caduto nella trappola degli investigatori.Al maresciallo è stata contestata l'accusa di tentata violenza sessuale sulla base di una sentenza della Cassazione del 1993, secondo la quale i parametri per valutare un tentativo di stupro sono più severi nel caso di presunte vittime minori di 14 anni. Secondo la tesi del pm, già confermata con la convalida del fermo dal gip Bruno Giordano e poi dai giudici del riesame in sede di impugnazione della misura cautelare, le avances telematiche del maresciallo e l'adescamento in auto della 12enne integrano il reato di tentata violenza sessuale. Non così per il difensore dell'imputato, che oggi durante la propria discussione davanti al gup ha dichiarato che il suo assistito nemmeno si è avvicinato a un tentativo di stupro. Al termine dell'udienza, Domanico ha rinviato il procedimento al 25 ottobre per le repliche delle parti e la sentenza.