Adesso Carraro vuole salvare il Genoa

Piero Pizzillo

Forse sente il desiderio di entrare nel cuore dei tifosi, o magari più semplicimente la pay tv sta premendo per ridare al Genoa la posizione che gli compete, sperando in un maggior introito televisivo da parte dei supporter rossoblù. Fatto sta che l’odiatissimo, almeno per la Genova genoana, presidente della Figc Franco Carraro ha aperto uno spiraglio per la squadra di Vavassori che, dopo essere retrocessa in tribunale, dopo aver subito gli abusi del Palazzo e gli scherni della dirigenza romana, adesso, per miracolo potrebbe essere ripescata in serie B. In caso, ovviamente, che a giugno non abbia ottenuto con le sue solo forze la promozione alla cadetteria. E’ appena settembre, quindi, ma Carraro guarda già molto avanti e, dopo aver chiuso tutte le porte in faccia ad Enrico Preziosi, si lascia scappare: «Dal prossimo anno diremo basta ai ripescaggi automatici, che invece diventeranno discrezionali in caso di mancate iscrizioni ai campionati di serie A e B. Verranno quindi privilegiati quei club con bacino d'utenza e storia calcistica maggiori». Quale sia la novità, in realtà, è poco chiaro visto che appena due anni fa la Fiorentina si è trovata,con l’aiuto di una mano dal cielo, direttamente in serie B senza passare dal via. Nel frattempo gli stessi tifosi non perdono l’occasione per gridare frasi offensive contro l’«Omino Nero», che a sua volta non perde occasione per multare Preziosi, visto che «Non molla». «Tifosi recidivi», dice il deferimento. Come dire, in attesa della B, potrebbe arrivare la squalifica del campo. Avanti così, con il bastone e la carota. Anche perchè la nuova regola presuppone l’eventuale ripescaggio sulla scorta del blasone di un club non lascia molte alternative. In serie C, infatti è semplice: chi ha più storia e un maggiore bacino di utenza sono Genoa e Napoli. E se il club partenopeo otterrà la promozione sul campo, ecco che rimane, tra i «papabili», il vecchio Grifone. Inevitabile una battuta di Carraro sul presidente rossoblù: «Secondo tutti i gradi della giustizia sportiva, Preziosi ha commesso gravi errori. Gli va riconosciuto un merito, non è scappato. Quanto a noi, abbiamo seguito le regole». A scagliarsi contro la nuova norma è stato invece il presidente del Livorno Aldo Spienlli: «Vogliono far sparire i piccoli club».
Intanto ieri il presidente della Banca Carige Giovanni Berneschi ha annunciato che l’istituto di credito non farà parte del progetto che sarà annunciato la prossima settimana: «Una fondazione per il Genoa? Non è nemmeno ipotizzabile; è un' operazione che non regge. Bisogna però capire cosa ci sia dietro a questo accanimento su Preziosi, l'hanno affossato perchè deve aver rovistato nel torbido».
Frattanto è alla stretta finale l’inchiesta dei pm Giovanni Arena e Alberto Lari sul calcio scommesse e sulla presunta combine relativa alla partita Genoa-Venezia, che è costata la retrocessione della squadra rossoblù in serie C1, per la sanzione inflitta dagli organi della giustizia sportiva. I pm hanno deciso di stringere i tempi e di dedicare le giornate di ieri e di oggi agli interrogatori di testimoni, informati dei fatti, e contano di concludere le indagini ai primi della prossima settimana. Dopodichè l’atto conclusivo indagini sarà notificato a ciascuno degli indagati. Seguirà la rituale richiesta di rinvio a giudizio, che il gip, sentite le argomentazioni dei difensori e le repliche dei pm, potrà accogliere in tutto o in parte, oppure disporre l’archiviazione. Naturalmente c’è grande attesa di conoscere quel che scriveranno i pm nel provvedimento che dovrà evidenziare le responsabilità dei vari inquisiti. Per quanto riguarda la gara, secondo iniscrezioni, dovrebbe cadere l’accusa di associazione a delinquere, contestata a Enrico e Matteo Preziosi e al direttore generale Stefano Capozucca, mentre rimarrebbe l’imputazione di frode sportiva, contestata sin dall’inizio anche agli ex dirigenti del Venezia, Franco e Michele Dal Cin, e Pino Pagliara. Nell’ambito di questa tranche dell’inchiesta sono stati sentiti diversi testimoni, tra cui il giocatore Massimo Borgobello, che secondo il suo legale Maurizio Mascia «non ha avuto alcun sentore di frode sportiva, nè ha partecipato a alcun atto illecito». Ieri intanto sono stati interrogati come persone informate dei fatti il portiere del Venezia, Benussi, e l’ex presidente Luigi Gallo, arrestato ai primi di luglio per una presunta falsa fidejussione al Torino, da alcuni giorni agli arresti domiciliari, su istanza del difensore Patrizia Franco. Per quanto riguarda il calcio scommesse, sinora risultano indagati il barista Graziano Belziti (difeso da Claudio Zadra) e il negoziante Francesco Sanfilippo. «É indagato - dice il difensore Umberto Pruzzo, per qualche partita che sarebbe stata addomesticata, tra cui Piacenza - Genoa, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere».