Adesso la Consob blinda il mercato: così vengono fermati gli speculatori

Dopo la settimana nera in Borsa, l’Authority vara una stretta per
proteggere titoli e risparmiatori dalle vendite al ribasso. L'Ocse assicura: "Il
governo è unito, l’Italia non cadrà". Ma il Financial Times lancia l'allarme: fondi americani scommettono contro il vostro Paese

Giro di vite della Consob sulle «vendite allo scoperto» (ovvero la cessione di titoli che non sono in possesso del venditore) allo scopo di proteggere i titoli, in particolare del comparto bancario, dalle speculazioni al ribasso. A partire da oggi (il provvedimento ha efficacia fino al 9 settembre prossimo) queste vendite dovranno essere comunicate all’Authority nel caso superassero determinate soglie quantitative. La misura, varata ieri dall’Authority guidata da Giuseppe Vegas, si è resa necessaria per blindare il mercato dalle manovre che lo hanno bersagliato la scorsa settimana. La «stretta», inoltre, allinea l’Italia alle normative vigenti nei principali Paesi europei, la Germania in primis. «Il primo obbligo di comunicazione - spiega in una nota la Consob - scatta al raggiungimento di una posizione netta corta uguale o superiore allo 0,2% del capitale dell’emittente; successivamente l’obbligo si attiva per ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale». La stretta, subito in vigore, di fatto «rafforza i poteri della Consob nell’attuale fase di mercato, caratterizzata da un elevato livello di volatilità nell’andamento delle quotazioni».
Segnali di fiducia all’Italia, nel frattempo, arrivano dalle istituzioni estere. Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, ha puntualizzato che «non sarà il prossimo Stato a cadere; c’è stata qualche preoccupazione sulla governance, per le divergenze tra il premier e altri esponenti, ma ora si è ritrovato l’accordo e si sta facendo ciò che è necessario». Oggi, intanto, la riunione a Bruxelles che precederà l’Eurogruppo non riguarderà, come sembrava in un primo momento, i recenti attacchi speculativi all’Italia. La precisazione è arrivata ieri, a pomeriggio inoltrato, da Dirk De Backer, portavoce del presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che ha convocato il summit. Secondo De Backer si tratta della «normale riunione di coordinamento settimanale tra Van Rompuy e il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, che per l’occasione è stata allargata al presidente uscente della Bce, Jean-Claude Trichet, al capo dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e all’eurocommissario agli Affari economici, Olli Rehn». Sarà presente anche Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro italiano, ma nella sua veste di presidente del Comitato economico e finanziario. La riunione dovrebbe trattare i «temi di attualità economica» per l’Ue.
Il vertice dell’Eurogruppo, che riunisce i ministri delle Finanze della zona euro, sarà invece incentrato sul secondo piano di aiuti ad Atene, oltre 100 miliardi, cui dovrebbero partecipare anche i creditori privati (banche, compagnie di assicurazione e fondi di investimento). Da Aix-en-Provence, in Francia, dove è intervenuto ai «Rencontres economiques», Trichet è tornato a puntare il dito contro il sistema economico e finanziario globale fragile, quindi bisognoso di regole. Il banchiere francese ha poi ribadito l’importanza di un «rafforzamento della governance» dell’area euro, e del rispetto da parte dei Paesi membri dei vincoli imposti dall’Ue.
Il Financial Times, infine, mette in guardia l’Italia dagli hedge fund americani che scommetterebbero contro il nostro Paese. I rendimenti sui titoli di Stato italiani - scrive il quotidiano della City - sono saliti venerdì ai massimi dall’ottobre 2002 in seguito alle tensioni tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti sul piano di austerity. Gli hedge fund preferiscono scommettere direttamente invece che acquistare credit default swap, la cui efficacia è stata messa in dubbio dai tentativi dell’Ue di evitare il default della Grecia che avrebbe fatto salire i pay-out sui Cds.