Adesso la dieta mediterranea è patrimonio dell'umanità protetto dall'Unesco

Il pilastro della nostra tradizione alimentare entra nella prestigiosa lista delle cose dal salvare di cui fanno parte anche il tango argentino e la calligrafia cinese. Presto nel gruppo pure la pizza e lo Zibibbo

La pasta? É un patrimonio dell'umanità. E il minestrone? Pure lui, tanto è vero che verrà addirittura tutelato dall'Unesco. Presto, forse, toccherà anche alla pizza e allo Zibibbo di Pantelleria. Arrivano dunque altri riconoscimenti internazionali per il made in Italy alimentare: il comitato intergovernativo della convenzione sul patrimonio immateriale dell'Unesco ha infatti accolto la candidatura della dieta mediterranea, approvando all'unanimità la sua iscrizione nella prestigiosa lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
«Giorni e giorni di trattative, poi il risultato sperato è arrivato». Dopo una prima fase in cui si era chiuso in un silenzio scaramantico, il ministro Giancarlo Galan non nasconde la propria soddisfazione per il risultato. «Questo prestigioso successo - dice - mi riempie d'orgoglio e di soddisfazione e rappresenta un traguardo storico per la nostra tradizione alimentare e per la cultura dell'intero Paese». La proclamazione di un'alimentazione olio e spaghetti quale «stile di vita sostenibile basato su tradizioni alimentari e su valori culturali secolari», certifica secondo Galan «lo stretto legame tra la cultura e le pratiche alimentari tradizionali di un popolo ed è stata consacrata la loro inscindibilità".
La candidatura della dieta mediterranea, già presentata quattro anni fa dall'Italia, dalla Spagna, dalla Grecia e dal Marocco, era stata inizialmente bocciata in quanto per l'Unesco non erano soddisfatti i requisiti previsti dalla convenzione del 2003 sul patrimonio immateriale dell'umanità, per cui i quattro Paesi decisero di ritirarla. Nel maggio 2009 la candidatura è stata ripresentata e l'Italia che ha assunto il coordinamento del gruppo di lavoro internazionale, riscrivendo interamente il dossier e sottolineando il valore culturale della dieta mediterranea. Ad agosto 2010, dopo un lavoro incessante anche in piena estate, era giunta una prima valutazione positiva da parte dell'Unesco con cui era stata accertata la conformità della nuova candidatura con i canini richiesti.
Adesso il timbro finale: il comitato intergovernativo, riunito a Nairobi, ha definitivamente proclamato la dieta mediterranea quale elemento del patrimonio immateriale dell'umanità. Sarà il terzo elemento italiano presente nella lista, insieme all'opera dei pupi siciliani e al canto a tenore sardo. La dieta mediterranea è la prima pratica alimentare tradizionale al mondo ad essere iscritta nel prestigioso elenco. Un club esclusivo, con 166 soci, tra cui il tango argentino, il capodanno islamico e la calligrafia cinese. Il gruppo di lavoro del ministero sta ora lavorando, per il prossimo anno, alle candidature dell'arte della pizza napoletana e della coltivazione ad alberello dello Zibibbo di Pantelleria.