Adesso difendi il secondo posto

Come l’anno scorso il secondo posto è rimasto l’unico obiettivo stagionale, coppetta Italia a parte, della Roma. Spalletti fa finta di accontentarsi di arrivare davanti alla Juventus alla vigilia del match delle 15 contro il Torino all’Olimpico, l’ennesima «partita insidiosa».
«Abbiamo l’obbligo di continuare a provare a rosicchiare punti all’Inter - avverte il tecnico - fino a che la matematica non ci condanna. Comunque rimane l’obbligo di non farci riprendere dalla Juve». Un finale di stagione che potrebbe essere oscurato da certi rimpianti. «I rimpianti - spiega - ci sono, eccome, inutile negarlo. In campionato, ad esempio, abbiamno sfiorato risultati importantim, ma a fine stagione è naturale averne, sennò si vincerebbe sempre tutto». Quella col Torino sarà una gara «insidiosa», (ma tutto sommato aveva ragione Spalletti ad ingigantire gli avversari) forse «di più quella con il Livorno», perché «i granata hanno ottime individualità e più materiale dei toscani. Poi saranno incavolati perché se perdono rischiano brutto, la zona retrocessione non è lontana». Attenzione massima quindi nel consolidare la seconda piazza che eviterebbe le sabbie mobili dei preliminari di Champions league, un inconveniente non da poco. «Lo abbiamo sempre considerato un obiettivo importante». Sul versante formazione Aquilani è tornato nel gruppo ed è stato convocato per oggi. Difficile che giochi. Mancherà anche Matteo Ferrari oltre al capitano. «Mi è dispiaciuto per quello che è successo a Francesco - dice Spalletti - anche perché lo perdiamo in un momento in cui ci giochiamo ancora molto, per noi lui è un rinforzo importante. Comunque l’ho trovato sereno e stavolta non s’è fatto prendere dalla depressione». Scherza il tecnico che sa però di essere atteso da un periodo importante. Proprio Totti nei giorni scorsi aveva detto che lo scudetto è sfumato al 99 per cento. Pessimista? «No, è stato solo realista - risponde Spalletti - quando i punti di distacco erano quattro si diceva che era difficile, ora sono sei con quattro giornate da giocare e lo è ancora di più».
E veniamo alla questioni societarie. Anche se si tratta di problemi che saranno risolti non prima di luglio il tecnico sa bene che c’è il rischio dell’alibi. «Come mi pongo nei confronti di tutto quello che riguarda la società? Non mi pongo affatto, non so niente e non voglio sapere niente. Penso solamente a far bene il lavoro di allenatore che è l’unica cosa che mi compete. Insomma non entra nel merito dell’interesse da parte di Soros all’acquisto della Roma. E non solo perché vuol evitare scuse da parte dei suoi giocatori. «Ne abbiamo parlato tanto nello spogliatoio, l’ordine è quallo di non farsi turbare da tutte queste voci. Sarebbe un segno di fragilità perché in un club come la Roma ci saranno sempre voci clamorose, insidie».
Spalletti preferisce parlare da dipendente della società, soprattutto di quella attuale. «Cosa volete che vi dica? Con noi si stanno comportando benissimo, i nostri contratti sono rispettati, c’è quanto basta per evitare discorsi inutili. È chiaro però che certe vicende un po’di distrazione la creano, sarebbe impensabile pretendere il contrario, ciò detto non bisogna cercare alibi».
Probabile formazione: Doni; Cicinho, Mexes, Juan, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Taddei, Perrotta, Mancini; Vucinic.