«Adesso entro nel Pdl e lo porto in piazza Silvio? L’unico leader»

Il Movimento per l’Italia annuncia l’ingresso nel Popolo della libertà. Resterebbero due inutili righe d’agenzia, se il Movimento per l’Italia non fosse Daniela Santanchè.
Onorevole Santanchè un matrimonio o un ritorno a casa?
«Non un ritorno a casa. Io sono sempre stata da questa parte».
Sbattè la porta per andare nella Destra con Francesco Storace.
«Ho fatto un percorso, oggi entro nel Pdl».
Perché?
«Deve diventare il più grande partito italiano. Anzi, il più votato dagli italiani, perché il più grande partito italiano lo è già».
Cosa porterà al Pdl?
«Voglio convincere i politici che devono tornare in mezzo alla gente. Nelle piazze, per strada a spiegare la differenza tra noi e la sinistra. I nostri valori».
Quali valori?
«L’Italia, la famiglia, l’impresa. È molto importante in tempo di crisi. La gente ci vuol vedere tutti uniti».
Anche uomini e donne?
«Soprattutto le donne. Si parla di corruzione, di nuova tangentopoli, noi diventiamo sempre più importanti».
Sicura?
«Non siamo portate all’inciucio, ai giochini, alla corruzione, ai sistemi di potere. Il futuro è nelle mani delle donne e dei giovani».
Ma se in politica le donne sono giovani, succede il finimondo.
«Solo polemiche della sinistra dettate dall’invidia».
Anche lei non fu tenera con Berlusconi.
«Berlusconi sa scegliere bene le donne. Il problema è quando non le sceglie lui. È il Pd che non ci valorizza».
Nel Lazio ha candidato Emma Bonino.
«E lei deve fare lo sciopero della fame perché non l’accettano. Questa è la considerazione che hanno di noi».
Ha fatto la pace con Berlusconi?
«Berlusconi per me è un amico. Ed è l’unico capo che io riconosca».
E la Santanchè è il suo Gianni Letta sui tacchi a spillo?
«Sorrido. Mi danno un peso che non ho».
È vero che le ministre sono gelose di lei?
«Sono brave e abbiamo ottimi rapporti».
Dica la verità.
«Noi donne dovremmo abbandonare l’abitudine di farci la guerra».
Diventerà presto sottosegretario. A cosa?
«Mi piacerebbe l’Attuazione del programma. Credo che serva far capire bene agli italiani quello che il governo sta facendo per loro».
Sarà contento il ministro Rotondi.
«È stato lui a chiedermelo. Ma avete visto cosa abbiamo fatto all’Aquila per il terremoto? Cos’è la nostra Protezione civile?».
Finita nella bufera.
«Basta polemiche. Riscopriamo l’orgoglio di essere prima di tutto italiani».
Lei è più imprenditrice, politica o regina dei salotti?
«Voglio piacere agli italiani. Non amo chi fa politica e non ha mai lavorato, non ha mai pagato un mutuo, degli stipendi. Non sa cosa sia la vita reale».
Cos’è la politica?
«Passione. E non uno stipendio».
È finita nel mirino del terrorismo islamico.
«Non mi fa piacere, ma non arretro di un centimetro. Mi batto per la libertà. Dal fanatismo. Gli immigrati regolari stanno con me, chiedono più leggi contro i clandestini».
Ha più amici o nemici?
«Sono un’ottimista. Ma non si può piacere a tutti».
Ha ricucito con La Russa?
«Un amico. E per una donna di destra l’amicizia è un valore irrinunciabile».
È vera la dedica di Andreotti «alla Santanchè, il futuro della politica»?
«Conservo quella foto. E quella dedica».