Adesso Ferrante sta con loro

Bruno Ferrante sfila in corteo. A passo d’uomo insieme ai pasdaran dell’Atm, quelli degli scioperi selvaggi che, nella sua vita precedente, aveva precettato. Uscita pubblica travestito da uomo di sinistra, con i suoi sponsor diessini pronti a imboccargli i virgolettati: «Marcio contro la Finanziaria che non soddisfa le esigenze della gente». Parole d’ordine lanciate ai compagni ed a uso e consumo delle telecamere. Ma a rompere l’incantesimo ci pensa Dario Fo: «Ferrante è una persona civile. Mi ha stretto la mano. Ma io volevo il suo programma. Qual è?». Domandina che dà fastidio, soprattutto se seguita da un’annotazione di non poco conto: «Mentre io manifestavo contro le speculazioni edilizie, Ferrante stava in un palazzo del centro a conversare con grandi imprenditori del mattone e della calce». L’ex prefetto non commenta, naturalmente. Ma la Quercia invita «a smetterla con le liti, incontriamoci». Invito-diktat che Rifondazione accoglie chiosando «l’ex prefetto non conosce i problemi della città». Conferma che spinge l’assessore Tiziana Maiolo ad attaccare Ferrante: «È solo un venditore di fumo». Memoria di tavoli prefettizi assolutamente inutili alla città.