Adesso la flotilla sceglie l’aereo: caos negli scali di mezza Europa

La «flotilla» cambia mezzo di trasporto. E dalla navi passa agli aerei. Seminando il caos negli scali di mezz’Europa. Il tutto mentre Israele tenta di fermare le centinaia di attivisti filo-palestinesi (la «flotilla», appunto)che stanno arrivando al suo principale aeroporto, il Ben-Gurion di Tel Aviv, e scoraggia le compagnie aeree a farli imbarcare.
«Israele ha dato alle linee aere una lista di 342 persone indesiderate, spiegando che saranno immediatamente rispedite indietro a spese delle compagnie» ha spiegato una funzionaria del servizio immigrazione, Sabine Hadad. E intanto una cinquantina di passeggeri hanno occupato il terminal della Lufthansa all’aeroporto Roissy di Parigi, perchè era stata loro negato l’imbarco proprio perchè il loro nome appare nell’elenco inviato da Parigi.
«Roissy-Carles de Gaulle è sotto occupazione israeliana. Siamo gente pacifica, non abbiamo alcuna intenzione di creare disordini all’aeroporto Ben Gurion», ha spiegato Olivia Zemor, coordinatrice del movimento BienvenuePalestine in Francia.
Intanto in Israele due attiviste americane, che già avevano tentato di partire a bordo della Freedom Flotilla2 e ed erano arrivare nella notte in Israele, sono state rispedite verso gli Usa. Secondo gli attivisti ieri sarebbero dovuti arrivare al Ben Gurion oltre 800 persone intenzionate a visitare i Territori Palestinesi. Ma Israele, già riuscito a fermare il progetto di forzare simbolicamente il blocco marittimo a Gaza, è assolutamente intenzionato a fermare anche gli arrivi all’aeroporto di Tel Aviv.