«Adesso guardiamo la storia di Genova per imparare il valore del risparmio»

«Non si può vivere sopra le righe» e «fare un passo indietro è difficile ma necessario, ricuperando la capacità e il gusto del risparmio, della misura, del non spreco, di consumi sostenibili»: lo ha affermato la sera del 30 dicembre l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco, nel discorso di fine anno pronunciato in occasione della cerimonia del «Te Deum» nella chiesa del Gesù. Il cardinale ha poi sottolineato che «sarebbe superficiale e suonerebbe ingiusto parlare indiscriminatamente della necessità di uno stile più sobrio nel vivere» perché «se il salutare invito alla sobrietà è assolutamente necessario per alcuni strati della popolazione, lo è già meno per altri». Tra questi il cardinale Bagnasco ha ricordato quanti «hanno finora vissuto dignitosamente solo del proprio stipendio», le «famiglie monoreddito con figli», «certe fasce di pensionati», quanti «vivono con stipendi appena sufficienti», chi ha un lavoro precario «che spesso resiste grazie ai genitori», coloro che «stanno perdendo il lavoro» ed i «cosiddetti senza dimora che trovano nella Comunità cristiana un po’ di ascolto, di ristoro, e se possibile di ricovero».
«L’indole e la tradizione» dell’Italia e in particolare di Genova che «non hanno imitato pedissequamente modelli stranieri, rimanendo un po’ più con i piedi per terra» hanno fatto sfuggire «all’euforia collettiva» foriera dell’«uragano» della crisi ha sottolineato ancora l’arcivescovo Bagnasco. Questo fatto - ha osservato il porporato - «non solo è positivo rispetto alla congiuntura presente, ma ci deve insegnare chedobbiamo discernere le innovazioni veramente buone senza rincorrere miraggi troppo promettenti e incantatori, e senza disancorarci dalla nostra cultura e dalla saggezza accumulata». «Non ogni novità è buona per se stessa» tanto che «quando si tratta di valori fondamentali come la vita e la morte, la famiglia e il matrimonio, la dignità della persona, la società e i diritti fondamentali, la religione, a qualcuno può apparire che siamo un passo indietro rispetto ad altri Paesi». La città di Genova, ha detto ancora, ha sempre seguito i valori del risparmio e del non spreco tanto che «pur nella generalità della crisi, la città sembra un po’ meno esposta rispetto ad altre parti del Paese».