«Adesso l’Italia sarà più severa contro chi sfrutta i clandestini»

Parla il sottosegretario all’Interno Mantovani: «Basta affitti in nero e merce contraffatta. Chi non avrà casa o reddito certo sarà espulso»

da Roma

Il rilevamento delle impronte? «Nessuna discriminazione». Non si tratta di un provvedimento «di polizia, ma di protezione civile». Dal Viminale il sottosegretario Alfredo Mantovano smonta le polemiche sulla sicurezza. Ricorda che il rilevamento delle impronte per tutti, italiani compresi, era già previsto dalla Bossi-Fini. Ed evidenzia i primi risultati positivi ottenuti grazie alle novità, già entrate in vigore da un mese e mezzo.
Sulle impronte ai minori il ministro Maroni promette che non ci saranno retromarce. Proprio ieri con la manovra è stata approvata una norma che riguarda tutti i cittadini che dovranno esibire le impronte sulla carta d’identità a partire dal 2010. Eppure le polemiche sui bimbi rom non si placano.
«Quelle ordinanze sono state pubblicate in Gazzetta ufficiale più di un mese fa: la polemica esplosa distanza è strumentale. Quando si parla di impronte scatta un riflesso condizionato che richiama alla mente il carcere e la repressione ma non è così. Occorre avere la certezza dell’identificazione, non c’è alcuna discriminazione. Già nella Bossi- Fini e poi in un successivo decreto si prevedeva per gli italiani il rilevamento delle impronte. Quell’ordinanza sui rom non è un provvedimento di polizia ma di protezione civile. Si punta al ripristino della legalità nei campi nomadi ma anche all’inclusione, alla scolarizzazione dei bambini e a fermare chi li costringe a chiedere l’elemosina o a rubare».
Ma il premier romeno, Calin Popescu Tariceanu, rinnova le accuse, parla di pratica discriminatoria.
«Ci sono le elezioni e dunque è scontato un risveglio identitario nazionale. Il suo modo di agire è comprensibile ma non giustificabile».
Tra le norme del pacchetto sicurezza quali avranno un maggiore impatto?
«Quelle contenute nei decreti legislativi che diventeranno operativi a breve ed avranno immediate conseguenze. Molto importante quella indirizzata ai cittadini comunitari presenti sul nostro territorio, che ha già avuto parere favorevole di Camera e Senato. Si prevede l’allontanamento immediato anche del cittadino comunitario che non abbia dichiarato la propria presenza in Italia. Dunque si considera motivo imperativo di sicurezza la mancata dichiarazione. Necessario per restare dimostrare di potersi mantenere ovviamente con mezzi leciti. L’efficacia sarà immediata come pure quella sulla stretta dei ricongiungimenti familiari».
Molte norme riguardano specificamente i criminali stranieri. L’aggravante per la clandestinità, la priorità per i processi che riguardano gli ingressi clandestini, l’estensione del carcere duro alle organizzazioni criminali di immigrati.
«Si rivelerà molto utile anche la disposizione che prevede la distruzione immediata della merce contraffatta sequestrata dalle forze dell’ordine, che spesso non potevano procedere alla confisca per motivi pratici. Alcune norme poi stanno già dimostrando di funzionare meglio del previsto».
Quali?
«Ad esempio quella che colpisce chi affitta casa ai clandestini. Dietro quello che sembrava un semplice affitto in nero pochi giorni fa abbiamo scoperto una vera e propria centrale di spaccio della droga. Poi c’è il capitolo che riguarda la sicurezza stradale: la confisca dell’auto per chi guida in stato di ubriachezza ha già permesso il sequestro di centinaia di veicoli, il che significa più tranquillità lungo le nostre strade. Abbiamo anche cambiato le regole sui beni sequestrati ai mafiosi. Prima era più difficile intervenire per il magistrato perché occorreva dimostrare la pericolosità del mafioso in quel momento. Nel caso dei pentiti tutto si bloccava ora non più. Cancellata anche la titolarità: in caso di morte del boss mafioso i suoi figli non possono ereditare i beni.
La sicurezza è la priorità dichiarata del governo però il Viminale non è riuscito ad evitare i tagli previsti nella manovra.
«Veniamo dalle due Finanziarie del governo Prodi che avevano sottratto al ministero dell’Interno un miliardo e 600 milioni. I nostri sforzi vanno nella direzione di dire che noi abbiamo già dato. Qualche segnale positivo c’è perché sono stati trovati 300 milioni per coprire i vuoti in organico e le dotazioni».