«Adesso la maggioranza preferisce il tasso fisso»

Per i mutuatari una buona e una cattiva notizia. Da Oltreoceano l’approvazione del piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari, che dovrebbe contribuire ad allentare le tensioni sui mercati finanziari e, nello stesso giorno di venerdì, il record dell’Euribor trimestrale (il tasso di riferimento per i mutui a saggio variabile) al 5,34%, salito in un anno di quasi lo 0,6% e dunque ben oltre il punto sul tasso di sconto dell’Eurozona. È il segno che la situazione resta ancora delicata e, mentre i riflessi diretti sulla consistenza della rata del mutuo non si faranno attendere, la tranquillità sui mercati in crisi di liquidità e fiducia appare di là da venire. Dice Roberto Anedda, direttore marketing della società di servizi finanziari MutuiOnline: «Almeno fino alla metà del prossimo anno sarà difficile valutare se si è imboccata la via d’uscita. Pure in assenza di novità negative, lo scenario che si prospetta per i tassi è di una permanenza su livelli elevati. Del resto, l’inflazione corre, e, seppure legata ai prezzi del petrolio ora in discesa, rappresenta un punto fermo nel mandato della Bce che, se tutto dovesse andare bene, potrebbe al più ritoccarli al ribasso un paio di volte nel 2009».
In ogni caso si può affermare con ragionevole certezza che nel lungo periodo non torneranno ai livelli minimi conosciuti nel 2004. «A medio termine è probabile che il tasso di sconto raggiunga un equilibrio tra il 3% e il 4%. Nel frattempo contiamo che il clima di preoccupazione e incertezza possa iniziare a sciogliersi e che l’effetto di eventuali ulteriori rincari si traduca in incrementi soltanto marginali della rata». Un auspicio largamente condiviso, tanto dall’aspirante mutuatario, quanto da chi ha acceso un mutuo e che oggi si mostra più attento che mai alle notizie in arrivo dai mercati. «Lo dimostrano - sottolinea Anedda - le chiamate al nostro contact center, che ha aumentato il ritmo delle consulenze, tutte gratuite: in primo luogo le richieste che vertono sull’importo ottenibile rispetto al reddito e sui criteri di finanziamento della singola banca; poi, il dilemma di sempre circa la scelta tra tasso fisso e variabile».
Oggi la grande maggioranza preferisce la tranquillità del tasso fisso, al riparo dal rischio di pagare di più, anche considerando che le migliori offerte per entrambi i casi ormai si equivalgono. Certo, da un lato non ci sono prospettive concrete per una riduzione dei saggi a breve, dall’altro è più facile cambiare mutuo: una volta acquietate le turbolenze, si può considerare di passare a un finanziamento con caratteristiche differenti.