Adesso la Marcegaglia vuole salvare la Patria: "Ecco il mio manifesto"

Emma: "Non è più tollerabile una
situazione di stallo, in cui si vivacchia e in cui ci si limita a fare
qualche piccola manutenzione". Nei prossimi giorni gli industriali presenteranno un
documento

Roma - Alla fine Emma Marcegaglia ha calato l'asso. Alla fine, dopo giorni di attacchi feroci al governo, Confindustria ha mostrato le carte ed è scesa in campo. "In pochi giorni presenteremo un documento con le riforme che noi vogliamo, un manifesto delle imprese per salvare l’Italia", ha detto la leader degli industriali spiegando che "non è più tollerabile una situazione di stallo, in cui si vivacchia e in cui ci si limita a fare qualche piccola manutenzione".

L'intento della Confindustria, a detto della Marcegaglia, è scindere le responsabilità degli industriali da quelle del governo. "Noi vogliamo una vera discontinuità e la vogliamo velocemente: basta con le piccole cose, non siamo più disponibili a stare in una situazione di stallo", ha spiegato la Marcegaglia che fa sapere che presenterà il documento programmatico al tavolo del governo Confindustria. Per quello che possiamo sapere ora, si tratta di un manifesto sottoscritto sia dalle imprese sia dalle associazioni. L'obiettivo? Salvare l’Italia. "Se il governo è disponibile a parlare con noi e con le altre associazioni, bene - ha proseguito la Marcegaglia - se invece vuole andare avanti con piccole cose, non siamo più disponibili, scindiamo le nostre responsabilità, perchè vogliamo un cambiamento vero".

Dopo giorni di continue stoccate per bocciare la politica economica decisa dai tecnici di via XX Settembre, gli industriali escono allo scoperto e propongono una lista di diktat per il governo. Nel documento di Confindustria saranno contenute le riforme che, secondo la Marcegaglia, serviranno a rilanciare l'economia italiana. Gli industriali chiedono una riduzione della spesa pubblica "non più solo con tagli lineari", una "riforma delle pensioni che ci metta in linea con gli altri Paesi europei", usando i soldi che così sarebbero risparmiati per "abbassare il cuneo fiscale, a partire dai giovani". Gli industriali chiedono inoltre una vendita dei beni pubblici al fine di "abbassare il deficit" e "diminuire l’ingerenza del pubblico che è ancora troppo forte e si porta dietro clientele, oltre a fare concorrenza sleale".

Altri temi trattati dalla Marcegaglia sono le liberalizzazioni ("Nell’ultima manovra non c’è quasi niente") e le infrastrutture ("Un tema che riguarda tutto il Paese". "Dobbiamo guardarci in faccia - ha proseguito - e domandarci se vogliamo tornare a crescere». Infine Marcegaglia ha ribadito che non è più possibile aspettare «la riforma fiscale perché occorre abbassare le tasse a chi tiene in piedi il Paese, lavoratori e imprese. Siamo pronti anche a una piccola patrimoniale, lo abbiamo detto, pur di avere meno tasse".