«Adesso Meridiana cerca un alleato»

Pochi giorni fa è stata annunciata la fusione tra Meridiana fly e Air Italy. La prima è la storica compagnia sarda dell’Aga Khan che negli ultimi anni ha incorporato Eurofly, in un’ottica di sviluppo e diversificazione che ha prodotto, come risultato più visibile, i 46 milioni di perdita dell’ultimo esercizio sui circa 600 di fatturato. La seconda è stata creata nel 2005 da Giuseppe Gentile, a suo tempo cofondatore di Air Europe, che ne è anche il maggior azionista: ha 200 milioni di fatturato e una perdita di 5 nel 2010. Ora il 100% di Air Italy sarà venduto a Meridiana fly per 89,9 milioni che in autunno, all’atto di una prima tranche di aumento di capitale, saranno trasformati in azioni. L’azionariato di Meridiana fly a quel punto sarà così composto: il 41% farà riferimento ad Akfed (il fondo dell’Aga Khan), il 37% a Air Italy Holding, il 22% al mercato. Sarà la seconda compagnia italiana dopo Alitalia, con 800 milioni di ricavi, 6 milioni di passeggeri, 35 aerei di cui 7 di lungo raggio, 1.900 dipendenti. Gentile ha assunto il ruolo di amministratore delegato: «É una grande sfida», ammette al Giornale. «Si tratta di risanare un’azienda storica, sfruttando le sinergie dell’integrazione con Air Italy».
Quali sono le linee del nuovo piano industriale?
«Meridiana fly deve diventare la compagnia di bandiera della Sardegna, collegandola all’Italia, all’Europa, ai Paesi del Mediterraneo e al Nord Africa».
Un ritorno alle origini.
«Sì, anche perché l’attuale network non consente un uso efficiente degli equipaggi, oggi utilizzati per 40 ore al mese quando la media di Air Italy è di 75-80 ore».
Meridiana ha sempre dovuto fare i conti con la stagionalità della Sardegna.
«Infatti, la nostra scommessa è di migliorare i flussi invernali. Puntiamo sul tour operator di Meridiana, Wokita, per fare incoming, portando d’inverno in Sardegna i turisti del Nord Europa. É un modello che ha fatto la fortuna di Palma di Majorca».
Vivrà il marchio Air Italy?
«Sì, resteranno i due marchi e i due certificati di volo. Unificheremo in Meridiana i servizi amministrativi, finanziari, commerciali e tecnici».
Quali saranno le quote dell’attività di linea e di quella charter?
«Metà e metà».
Non sono mestieri diversi?
«No, questo è un diffuso malinteso. Linea e charter sono solo due modi per commercializzare lo stesso prodotto: sul medesimo aereo viaggiano passeggeri che hanno acquistato il biglietto di linea e altri che lo hanno acquistato attraverso il tour operator. Non c’è dispersione di efficienza».
Meridiana ha in flotta ancora molti Ms80 ormai datati.
«Infatti andranno sostituiti, penso ai Boeing 737 o agli Airbus 320, di nuova generazione efficienti ed economici. Ma le macchine sono sottoutilizzare: oggi la media di Meridiana fly è di 2.200 ore annue per aereo, quando una macchina ammortizzata dovrebbe farne 2.700 e una nuova oltre 3mila».
A quando il pareggio ?
«Non oltre il 2013».
Pensa ad alleanze? Nel trasporto aereo sono indispensabili.
«Air Italy ha in essere un code sharing con Alitalia. Potremo estenderlo a Meridiana fly e fare altri accordi per il lungo raggio».
La Borsa negli anni ha molto penalizzato il titolo. Ha ancora senso restare quotati?
«Per i progetti di crescita la Borsa è uno strumento importante».
Air Italy ha fatto un’offerta per Livingston in liquidazione.
«Ci interessano solo i diritti di volo per L'Avana. Abbiamo espressamente rinunciato al finanziamento garantito dallo Stato».
Ci saranno tagli al personale?
«Oggi i dipendenti sono 1.900, se riusciremo ad attuare tutte le linee che abbiamo in mente ci sarà posto per 1.650-1.700 persone».