Adesso il Papa mette in difficoltà la sinistra: "Elettori, dovete difendere i valori cattolici"

In vista dei ballottaggi il Santo Padre batte sui valori non negoziabili per i cattolici mettendo in forte difficoltà i candidati della sinistra: la difesa della vita, la promozione
della famiglia fondata sul matrimonio, la libertà di educazione e la sussidiarietà. Molto chiara pure la Cei: "I valori sono irrinunciabili"

Roma - Liberi nelle scelte politiche ma non sui valori. Il messaggio lanciato da papa Benedetto XVI ai cattolici è molto chiaro, soprattutto in vista dei ballottaggi di questo fine settimana. Un avvertimento che il Santo Padre ripete nel giro di soli due giorni, con estrema insistenza. Se ieri ricordava che gli obiettivi della Chiesa in Italia sono la promozione e la tutela della vita, della famiglia, ma anche dell’occupazione, oggi il Pontefice torna a ribadire che "ciascun cattolico è chiamato ad agire con coscienza purificata e con cuore generoso per promuovere in maniera decisa quei valori che spesso ho definito come non negoziabili".

Sono giorni che il popolo cattolico si divide in vista dei ballottaggi. Soprattutto a Milano il fronte di don Virginio Colmegna, leader dei cattolici schierati con il candidato della sinistra Giuliano Pisapia, non ha trovato presa tra chi, invece, è contrario a una presa di posizione ideologica e punta a dare un voto "autenticamente cattolico" in modo da difendere quei "valori non negoziabili" tracciati da Benedetto XVI e rilanciati, anche in questi giorni, dalla Cei. Dalla difesa della vita dal concepimento alla morte naturale alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, dalla libertà di educazione ai principi di sussidiarietà che regolano i rapporti tra la società e la cosa pubblica. Mentre la politica si divide sulla costruzione della moschea e sul contrasto della criminalità, il papa pone l'accento su un piano molto più alto. "Nella sfera politica e in tutte quelle aree che toccano direttamente la vita dei poveri - spiega il Santo Padre - i fedeli laici godono di un’ampia libertà di azione".

Secondo Benedetto XVI, "nessuno può, in materie aperte alla libera discussione, pretendere di parlare ufficialmente a nome dell’intero laicato o di tutti i cattolici". Proprio per questo la Caritas Internationalis è chiamata a "operare per convertire i cuori all’apertura verso tutti i nostri fratelli e sorelle affinché ognuno, nel pieno rispetto della propria libertà e nella piena assunzione delle proprie responsabilità personali, possa agire sempre ed ovunque in favore del bene comune, offrendo generosamente il meglio di sé al servizio dei fratelli e delle sorelle, in particolare dei più bisognosi". Già ieri pomeriggio Benedetto XVI aveva spiegato che la Chiesa "non persegue privilegi né intende sostituirsi alle responsabilità delle istituzioni politiche". Insomma, se da una parte è rispettosa della legittima laicità dello Stato, dall'altra è attenta a sostenere i diritti fondamentali dell'uomo. Fra questi vi sono anzitutto le istanze etiche.

In questa prospettiva, la papa richiama la politica (e, quindi, gli elettori) a promuovere e tutelare la vita umana in tutte le sue fasi e sostenere fattivamente la famiglia. Secondo il Pontefice, infatti, la famiglia rimane "la prima realtà nella quale possono crescere persone libere e responsabili, formate a quei valori profondi che aprono alla fraternità e che consentono di affrontare anche le avversità della vita". Non ultima fra queste c'è la difficoltà ad accedere ad una piena e dignitosa occupazione. Il Pontefice chiede, pertanto, alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo, che nei giovani compromette la serenità di un progetto di vita familiare, con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società.

Anche i vescovi, in vista dei ballottaggi, tornano a ripetere la necessità di non far fuori quei valori che, se al potere, la sinistra metterebbe a rischio. Per il cardinale Angelo Bagnasco, sebbene in politica non esista un "partito unitario", è invece ben presente un "terreno unitario" che sono i valori irrinunciabili. Da qui la necessità che si consolidi una visione integrale della persona umana, senza la quale non è possibile il bene comune. Come già fatto dal Pontefice, il presidente della Cei ha elencato come valori il rispetto della vita dal concepimento alla fine naturale e della famiglia formata da uomo e donna uniti nel matrimonio. "Su questo ceppo - sottolinea il capo dei vescovi - si impiantano i valori dell’etica sociale, che sorgono sull’etica della vita, senza la quale l’etica sociale prima o poi viene meno o si deforma".

"Non mi sembra corretto - conclude il porporato - dire che dopo la fine dell’unità politica i cattolici sono alla sbando: il criterio è quello dei valori fondamentali". Quello lanciato dalla Santa Sede è un chiaro messaggio a tutti quei cattolici moderati che, nel prossimo fine settimana, saranno chiamati alle urne. Senza influenzare il voto dei propri fedeli, sia il papa sia le Cei hanno invitato a difendere con volontà decisa quei valori imprescindibili che, invece, la sinistra vorrebbe azzerare. Un attacco indiretto alle frange estremiste che rischiano di vincere il Comune di Milano, dove il vendoliano Pisapia vuole impiantare un'amministrazione tutt'altro che ispirata ai valori cattolici.