Adesso Di Pietro rievoca il lancio di monetine: "Una nuova Tangentopoli? Sarà una rivolta" 

Il leader dell'Idv vede molte analogie
tra il periodo che precedette lo scoppio di Tangentopoli e le nuove inchieste che investono il governo. Ma per l'ex pm le conseguenze potrebbero essere ben più pesanti: "Si rischia la rivolta"

Roma - Spera in una nuova Tangentopoli. Sogna il lancio delle monetine contro gli esponenti del centrodestra. Antonio Di Pietro torna ad alzare i toni. Dopo aver annunciato che a settembre organizzerà una manifestazione di popolo per spazzare via la casta, l'ex pm scalda gli animi degli anti Cav rievocando una triste pagina della storia politica del nostro Paese. E lo fa per colpire, ancora una volta, il governo. 

Il leader dell'Idv vede molte analogie tra il periodo che precedette lo scoppio di Tangentopoli, vissuto da pubblico ministero, e queste settimane con il continuo succedersi di nuove inchieste. Ma per il leader dell’Idv, le conseguenze potrebbero essere ben più pesanti. "Ho vissuto questa vigilia un’altra volta e in un’altra veste", ha ricordato Di Pietro rispondendo ai cronisti a Montecitorio, "mentre riempivamo migliaia di pagine di verbali a Roma ridevano. Oggi però rischiamo non solo le monetine di Craxi, ma una rivolta sociale". Per questo, "non bisogna aspettare un momento di più per andare a votare". Per Di Pietro, la strada che può portare alle elezioni sono le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sono ormai mesi che l'ex pm continua a intimare al premier di lasciare Palazzo Chigi. Non essendogli però riuscito il ribaltone in parlakmento, adesso Di Pietro punta a scaldare le piazze per preparare un autunno caldo di rivolte e contestazioni. Proprio come quel 30 aprile 1993, quando Bettino Craxi fu bersagliato dal lancio di monetine davanti all'hotel Raphael. Quel giorno una folla aveva invaso largo Febo per prendere d'assedio l'albergo che da anni era la sua dimora romana. In una intervista a Giuliano Ferrara trasmessa su Canale 5, lo stesso Craxi definì quell'assalto "una forma di rogo".

Rievocando Tangentopoli, Di Pietro si cala nuovamente nei panni del pm di Mani pulite. Se nei primi anni Novanta gli riuscì l'esilio di Craxi, adesso punta a far cadere Berlusconi. D'altra parte, da quando l'Idv è in parlamento, la cacciata del Cavaliere è tra i sogni più frenetici dell'ex pm.