Adesso Di Pietro scalda la piazza dell'anti-castaMa il Pd: "Meno spot"

Sino a oggi Di Pietro ha usato il tema dei costi della politica solo per avere un tornaconto elettorale. Ora che il web cavalca l'anti politica, l'ex pm prova a incanalare questo odio in un corteo

Roma - E' durata pochi giorni la versione da moderato di Antonio Di Pietro. Giusto il tempo di un mesetto buono. Ora ha già risfoderato le unghie e alzato i toni. "E' arrivato il momento per tutti i cittadini di urlare forte: 'Basta con la Casta!' - tuona l'ex pm - per questo io propongo di scendere in piazza alla fine di settembre per una manifestazione di dimensioni mai viste contro la casta al potere". Un atteggiamento che irrita non poco il Partito democratico che storce il naso e chiede di abbassare i toni. "Di Pietro è il leader di una forza parlamentare che ripetto ma che sino ad oggi ha usato i temi dei costi della politica solo per tentare, disperatamente, di ricavarne un tornaconto elettorale", replica il deputato pd Dario Ginefra facendo notare a Di Pietro che "spesso le proposte dell’Idv erano solo spot".

L'idea è quella di una grande manifestazione di piazza contro la politica, contro quella casta di cui si fa tanto parlare in questi giorni. Serpeggia un furore violento che avevamo già visto una ventina di anni fa. Diceva Giovannino Guareschi: "Ogni vent'anni il popolo italiano si sveglia, fa un po' di fracasso e poi si riaddormenta sull'altro fianco". E' la fenomenologia degli italiani che si entusiasmano della libertà quando è una novità, ma si annoiano a morte quando questa diventa abitudine. Adesso si fa insistente una voglia di piazza, di protesta, di rivolta. Non che la casta sia un'invenzione del precario di Montecitorio che in questi giorni sembra far tremare il parlamento per le rivelazioni sugli sprechi di palazzo che, in realtà, erano usciti a più riprese sulle principali testate nazionali. Come già Gianfranco Fini ieri, oggi Di Pietro cavalca la protesta, incanala l'odio contro la politica e si prepara a trasformarlo in una manifestazione. La data è ancora da definire. Sarà a settembre, comunque. "Se continueranno a difendere i loro privilegi, come hanno fatto bocciando ripetutamente in Parlamento le nostre proposte per l’abolizione delle province, dei vitalizi, delle auto e dei voli blu - avverte il leader dell'Idv - ci sarà una ribellione sociale senza precedenti. Ma occorre una grande mobilitazione di massa perchè non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire". Detto da un politico di vecchio corso come Di Pietro, che conosce ogni millimetro dei corridoi e delle Aule romane, c'è davvero da credergli. Anche se questa predica stona.

Secondo il vicepresidente del gruppo alla Camera Antonio Borghesi, tra vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali si potrebbe risparmiare oltre un miliardo di euro all’anno: "C’è una sproporzione così forte tra ciò che si paga per averli e ciò che si riceve che è un furto più che un diritto acquisito". E' la contromanovra dipietrista: il taglio ai costi della politica vale a regime, nel 2015, oltre 15,2 miliardi di euro. "Quando si chiede la responsabilità a tutti i cittadini, come è stato fatto con questa manovra - chiarisce Borghesi - bisognerebbe avere la responsabilità per capire che a fronte dei sacrifici chiesti al Paese i primi a doverli fare sono quelli che costituiscono la classe dirigente: parlamentari, consiglieri regionali e quant’altro".

La proposta dei dipietristi dà fastidio soprattutto al Partito democratico che ritiene deleterio fomentare la sfiducia e l'odio contro i politici. Secondo Ginefra, infatti, in un momento come questo, occorrono "atteggiamenti responsabili e trasparenti". Il Pd presenta una serie di proposte che vanno dalla riduzione del numero dei parlamentari all’adeguamento degli stipendi con quelli degli altri paesi Ue, fino al calcolo di vitalizi riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all’Inps. Anche secondo il Pdl serve uno sforzo maggiore da parte della politica per dare risposte concrete ai cittadini che chiedono a gran voce maggiori sacrifici da parte della casta. "La protesta partita dal web non mi sorprende e credo che il governo non debba sottovalutarla", interviene il parlamentare Pdl Santo Versace. Da qui la necessità di affrontare subito, da oggi e non dal 2013, il taglio dei costi della politica che sono spropositati, come i costi di struttura delle Camere, del Quirinale di Palazzo Chigi, della Corte Costituzionale e del Csm. Dall'introduzione dei ticket sulle prestazioni sanitarie per i parlamentari all'eliminazione dei servizi inutili, finanche al controllo delle somme previste per i portaborse (affinché non vengano incamerate dai parlamentari). "Se l’alternativa è tra fare tagli o introdurre nuove tasse - assicura Versace - io sono per nuovi significativi tagli".