Adesso Pisapia vuole la Regione Formigoni: «Se lo scordi»

Dopo aver conquistato Palazzo Marino, il sindaco Giuliano Pisapia invita il centrosinistra a lanciare l’opa sulla Regione. «Con il metodo-Milano conquistiamo il Pirellone», ha spiegato ieri nell’ennesima intervista a Repubblica. Già pronto anche il candidato da sponsorizzare per la scalata, il democristiano di lunghissimo corso Bruno Tabacci. Quello che alle ultime elezioni appoggiò con il Terzo polo il candidato Manfredi Palmeri, salvo poi accomodarsi nella giunta del vincente Pisapia. Meraviglioso esempio di trasformismo all’italiana che ora Pisapia vuol premiare con una promozione. Per trasferire anche altrove quell’amarissima ricetta tutta tagli e tasse che proprio ieri Tabacci ha proposto su un altro quotidiano. Come se non bastasse la grandine dei rincari che si sta abbattendo sui milanesi, «un aumento dell’addizionale Irpef non è purtroppo da escludere». Come a dire che a pagare saranno sempre gli stessi, i dipendenti a cui è così semplice mettere le mani nella busta paga. Ma a frenare le voglie del duo Pisapia-Tabacci, arriva veloce Roberto Formigoni. «Le speranze di Pisapia - ha spiegato ieri - sono destinate ad essere frustrate». Perché «la Lombardia non è Milano e al contrario di Milano fa da sempre registrare un voto consolidato al centrodestra». E poi, aggiunge, «tengo d’occhio costantemente, al contrario di quanto è stato fatto in passato a Milano per il sindaco di centrodestra, il gradimento dei cittadini e l’ultimo studio pubblicato a novembre dava il 62 per cento dei consensi a me e alla coalizione che mi sostiene». Un colpo a Pisapia. Ma anche uno a Letizia Moratti.