Adesso il Quattrocento si prende la rivincita

La rinascita delle arti da Donatello a Perugino, presso il Museo del Corso, da oggi aperta al pubblico. Un percorso che si snoda attraverso cinque sezioni, ognuna più interessante dell’altra; c’è la sezione dedicata alla città, e poi ai papi, alla vita religiosa, a Roma in quanto scrigno dell’antico, e infine alla rinascita delle arti. Il ’400 visto in tutte le sue sfaccettature. Un secolo non particolarmente fortunato dal punto di vista delle arti, visto ovviamente dal futuro, poiché precedente a un momento di floridezza tale da essere oscurato. Ma se è vero che il ’500 rappresenta l’arte italiana nel mondo ancora oggi, anche nei decenni precedenti ci sono stati dei geni assoluti. Che nella mostra vengono messi perfettamente in luce, soprattutto grazie a un percorso complesso ma esemplificativo e didascalico, che aiuta anche i non conoscitori ad avvicinarsi perfettamente a questo momento, importante anche storicamente, con l’avvento di papi così inclini e interessati alle arti visive, come Paolo II, Sisto IV, Alessandro VIII, solo per fare qualche nome. Se le diverse sezioni sono piuttosto esaustive per capire soprattutto la dimensione che si viveva in quel momento, è certo però che le emozioni maggiori si vivono nelle ultime sale della mostra, dove si incontrano dei veri e propri capolavori. Masolino, Gentile da Fabriano, Pisanello, Filippo Lippi, Beato Angelico. Ci sono tutti, ognuno a testimoniare l’altissimo livello di produzione di quel periodo. L’Annunciazione con due devoti di Filippo Lippi lascia letteralmente senza fiato lo spettatore, così come anche la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, nella quale il bambino sembra già consapevole del proprio ruolo nella società, tanto da essere rappresentato quasi in posizione eretta nelle braccia della madre. Ma se anche rivolgiamo l’attenzione alla scultura, non possiamo non notare lo splendido Spinario, una scultura realizzata da un anonimo, proveniente dalla Galleria Borghese, in cui si vede un giovane intento a togliersi una spina dal piede. La mostra infine presenta un’altra novità assoluta, il modello tridimensionale digitale della Cappella Carafa di Santa Maria sopra Minerva. Un’occasione unica per poter ammirare questo gioiello grazie a uno speciale radar ottico realizzato dall’Enea di Frascati, che permette di evidenziare i particolari più piccoli e impercettibili ad occhio nudo. Informazioni utili: Fondazione Roma, Museo del Corso. Biglietti: 9 euro intero, 7 ridotto.Sabrina VedovottoCC