Adesso se ne sono accorti anche i giudici... Travaglio rinviato a giudizio per diffamazione

Il vicedirettore del <em>Fatto quotidiano</em> è stato rinviato a giudizio insieme a Gomez, Lillo e Pappaianni per alcune frasi contenute nel libro &quot;Papi, uno scandalo politico&quot;. I passi incriminati sono su Lucia e Domenico Rossini, definiti rispettivamente &quot;donna d’onore legata a un clan malavitoso barese&quot; e &quot;spacciatore di droga e pusher di fiducia di Gian Paolo Tarantini&quot;

Se ne sono accorti anche i giudici, alla fine. Lui, il sedicente maestro di giornalismo, l'autodefinitosi erede di Indro Montanelli, quello che bacchetta tutti con rotoli di carte bollate ora è finito nei guai. Il vicedirettore del Fatto quotidiano Marco Travaglio è stato rinviato a giudizio, dal tribunale di Bergamo, per diffamazione a mezzo stampa. Nel mirino dei giudici alcuni passaggi del suo libro "Papi, uno scandalo politico", pubblicato dalla casa editrice Chiarelettere. Insieme a Travaglio, sono stati rinviati a giudizio anche i coautori del libro, Peter Gomez, Marco Lillo e Claudio Pappaianni. Le frasi incriminate sono su Lucia e Domenico Rossini, definiti rispettivamente "donna d’onore legata a un clan malavitoso barese" e "spacciatore di droga e pusher di fiducia di Gian Paolo Tarantini". La prima udienza del processo è il 16 dicembre.