Adesso si può adottare pure un alieno

«Dopo Bloomingdales-New York e Gallery Lafayette-Paris, anche in Italia sarà finalmente possibile entrare in contatto con gli IllegalAliens e verificare quanti di noi siano talmente evoluti, umanamente e libertariamente parlando, da poter entrare in contatto con loro. Scoprite se siete adatti ad adottare un alieno, ma se lo siete abbiatene molta cura anche perché, dopo essere arrivato a frequentare 35 locali in una sola notte, ho scoperto di essere un po' marziano pure io...».
Sono queste le parole che il «cacciatore di mode», Roberto Piccinelli, ha usato per spiegare il perché dell’«abbinamento» fra lui e gli alieni. Dopo tante feste ufficiali organizzate a Milano e Roma, il «tredsetter» è tornato a Milano Marittima per il party del decennale della sua «Guida al Piacere e al Divertimento 2007», una sorta di Bibbia dei locali più stravaganti della nostra Penisola. Un’occasione che ha dato a tutti la possibilità di adottare gli IllegalAliens, una moda made in Usa che Piccinelli ha pensato bene di importare in Italia. Unica condizione richiesta: «Mostrarsi meritevole, al punto da essere accettato dagli alieni stessi». Perché le ferree formalità di adozione prevedono la necessità di compilare un questionario imperniato su intime e spiazzanti domande. Dalle cui risposte dipenderà la compatibilità e l'eventuale entrata in contatto con l'IllegalAlien prescelto. Che, ovviamente, vanterà una sorta di passaporto interplanetario, senza il quale l'atto non potrà essere formalizzato. Il tutto nell'ambito di un profondo rispetto dei diritti umani, perché per noi tutti l'alieno è un «diverso» che, come tale, deve essere garantito quanto ad accettazione, tolleranza e qualità di vita. Come hanno fatto e stanno tuttora facendo affidatari illustri, quali Bjork, John Galliano e Yoko Ono.