Adesso spunta un’ipotesi sul modello Edison-Edf

Se Veolia si ritira, possibile una società veicolo per le attività non-elettriche

da Milano

E se l’Opa Enel andasse a buon fine? Ipotesi da non scartare del tutto, secondo gli analisti, anche se condurre in porto l’operazione sarà tutt’altro che facile. Se avesse successo, l’Enel si troverà in casa non solo le attività elettriche, che sono il vero e praticamente unico obiettivo dell’operazione, ma anche quelle relative alla gestione dell’acqua e ambientali. Quando l’Opa era ancora allo studio, l’Enel sostiene che c’era un accordo con Veolia per girare al gruppo francese tutto quanto non interessava agli italiani. E due giorni fa Henri Proglio, ad di Veolia, ha sostanzialmente confermato questa versione, aggiungendo che gli sarebbe piaciuto restare nel gioco se l’Opa su Suez avrà successo. La vendita delle attività non-elettriche a Veolia avrebbe un senso, in quanto garantirebbe a Parigi che acqua e ambiente rimarrebbero in mani francesi e non andrebbero a fondi di investimento come era stato anche previsto.
Ma c’è un «piccolo» intoppo: la guerra che il governo di Parigi ha scatenato contro l’Opa ne farà quasi certamente salire il prezzo: alle quotazioni attuali l’Opa costerebbe sui 45 miliardi, compreso un premio del 10%. Gli analisti si attendono comunque che si possa arrivare a 47-48 miliardi, se non a 50. Acqua e attività ambientali a questo punto salirebbero di prezzo anch’esse, se dovessero essere rivendute come programmato. Veolia e i fondi saranno disposti ad accollarsi una cifra più alta di quella prevista inizialmente?
E qui sbuca l’ipotesi Edison-bis. Enel si comporterebbe cioè nello stesso modo in cui si sono comportate Fiat, Edf, Tassara e le banche nella conquista di Edison. Creerebbe in altri termini una società veicolo, o una new company, in cui confluirebbero tutti i debiti (una specie di Italenergia bis). Poi potrebbe fondere la newco con le sole attività ambientali e l’acqua rimaste in Suez (come è stato fatto tra Edison e Italenergia), tenendosi Electrabel senza debiti. A questo punto Suez potrebbe ridurre l’indebitamento cedendo asset non strategici, essere rilanciata nelle sue attività per poi essere rimessa sul mercato: né più né meno quanto è stato fatto con Edison.
Resta il fatto che sia per i francesi, sia per gli italiani la «soluzione Veolia» resta quella preferibile: risolve in tempi più brevi il problema della sistemazione delle attività non interessanti per Enel e dà la garanzia che Suez rimarrà francese. Offrendo anche a Veolia la possibilità di diventare un colosso dell’acqua e dell’ambiente.