«Adesso tenetelo in carcere»

da Treviso

A Castelfranco Veneto le luminarie sono spente. Quest’anno niente Natale per questa città tramortita dal dolore e dall’orrore. Monsignor Lino Cusinato non ha citato i Tassitani nell’omelia natalizia, ma ha voluto ricordare che «viviamo nel momento delle tenebre e nel dolore». Chi non si dà pace è Annalisa, l’amica di Iole a cui era indirizzato il primo sms, «Sono stata rapita, aiuto». «Iole era una ragazza solare - dice in lacrime - non si meritava una fine simile. Spero che al suo assassino venga dato il massimo della pena, anche se non ho molta fiducia di una giustizia che, dopo pochi anni di carcere, mette in libertà anche i peggiori assassini».
La famiglia Tassitani è molto religiosa e in questi momenti in cui tutto pare finito, la fede resta il solo, per quanto labile, appiglio. Un appiglio per tirare avanti, anche se Luigi Tassitani, il notaio, il papà di Iole, sembra aver esaurito le forze. La mamma, Marisa, e le sorelle si stringono a lui.
E assieme al dolore, insopportabile, si affastellano le domande, legate a una fine assurda, arrivata per mano di un tipo così lontano da Iole, conosciuto per caso per motivi di lavoro; chissà cosa avrà cercato di venderle. E chissà perché gli è venuto in mente di accanirsi proprio su di lei.
Dal carcere di Vicenza, dove Michele Fusaro è detenuto, tutto tace. Peggio, va in scena una sorta di commedia che non sorprende l’avvocato Roberto Quintavalle, fin dal primo momento a fianco dei Tassitani. «Mi aspettavo che l’interrogatorio di Fusaro non portasse a nulla - dice il legale -. Credo che le sue prime farneticazioni facciano parte di una strategia processuale mirata a farsi passare per pazzo».
Di sicuro, mica è normale uno che uccide e massacra in quel modo. «Una persona che si è dimostrata così lucida durante i giorni del sequestro - obietta Quintavalle - che ha reagito senza batter ciglio a un controllo dei carabinieri e ha ingannato freddamente la sua fidanzata, non può essere un uomo privo di senno. Tutto è possibile, ovvio, ma di sicuro, quando non si hanno chance di difesa, quella di fare il pazzo è la strada più facile».