Adesso il Terzo valico diventa giallo

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Più che un valico una telenovela, anzi un giallo. Che si sarebbe risolto subito, se il ministro delle Infrastrutture oggi fosse venuto a Genova come da programma, invece di rimandare la visita per stare in parlamento a battagliare contro la sua coalizione sull’indulto. E che invece dovrà attendere ancora una settimana. Ieri in Regione la mano destra (Forza Italia), s’è detta certa di aver scoperto che cosa vuol fare la mano sinistra (la giunta Burlando), ed è stato subito caos. La nota azzurra faceva così: «A seguito di voci trapelate dal ministero dei Lavori Pubblici, si apprende che il ministro Di Pietro abbia in programma una serie di incontri con le singole amministrazioni regionali per ottenere da queste l'indicazione di una priorità di intervento infrastrutturale sul territorio in modo tale da mettere mano in anticipo ad un piano di opere pubbliche da finanziarsi in base alle risorse ed alle disponibilità della prossima Legge Finanziaria. Secondo le informazioni assunte, pare ormai certo che l’indicazione che fornirà il presidente Burlando quale priorità infrastrutturale da finanziarsi per il territorio ligure non sarà il terzo valico, optando, invece, per una scelta di “profilo minore”». Il tutto, hanno aggiunto i consiglieri regionali, «a causa dei veti incrociati dei partiti dell’attuale maggioranza», nonostante « l’ennesimo via libera anche dell’Unione Europea» e in barba al consiglio regionale, che ha approvato una serie di mozioni «che indicano il Terzo valico come opera imprescindibile per la nostra Regione».
L’assessore ai Trasporti Luigi Merlo ha letto il comunicato degli avversari, s’è infuriato e ne ha fatto subito un’altro: una bislacca bufala, ha tuonato. Mica vero, che la giunta non citerà l’opera fra le priorità: «Nei colloquio con il ministro Di Pietro, propedeutici alla sua visita a Genova, abbiamo già elencato le opere assolutamente prioritarie: Terzo Valico, Nodo Ferroviario di Genova (già finanziato, in fase di appalto), il completamento del raddoppio ferroviario Genova-Ventimiglia ( anche questo in parte finanziato), l’Aurelia Bis nelle quattro Province, le risorse per i porti». Certo, ecco, è vero che il terzo valico «è un’opera priva di finanziamenti», tutta colpa del governo Berlusconi, sia chiaro. Epperò la Regione lo ripete in ogni sede, che s’ha da fare, a partire dall’Accordo di Programma Quadro sottoscritto con il governo.
Di certo c’è solo che ieri in Regione si aggiravano dei gongolanti consiglieri di Rifondazione e Verdi: «Il terzo valico non serve. Il consiglio regionale si è espresso a favore? Pazienza, agli errori si può sempre rimediare». Alla prossima puntata.