Adesso tocca agli europei studiare il Corano

L’allarme arriva dal centro dell’Europa e va ad aggiungersi alle tante lettere che ogni giorno arrivano in redazione sull’islam, a segnalare i timori per una integrazione fra religioni e culture che pare impossibile realizzare. Charlier Arnaud scrive al Giornale da Bruxelles ed è così preoccupato che vorrebbe scrivere ogni settimana una rubrica per informare su che cosa sia l’islam.
Perché, dice: «Gli europei non conoscono l’Islam, non sanno cosa c’è scritto nel Corano e non sanno cosa gli imam predicano nelle moschee in Europa». Seguono alcune poco rassicuranti citazioni del Corano: «Li combatterete se non si convertiranno all’Islam» (Il Corano, surate 48, verso 16); «Non prendete mai gli ebrei e i cristiani per amici o padroni, sono amici gli uni degli altri chi li prenderà per amici o padroni finirà per assomigliargli e Allah sono sarà la guida dei perversi». (Il Corano, surate 5, verso 56-51).
Quindi il commento: «Come potete vedere il Corano (l’Islam) non è pace amore e misericordia! L’Islam predica l’odio, il rigetto di tutti i non musulmani. E per prevenire noi dobbiamo istruire gli europei, dire loro tutta la verità su questa religione». Oltre al ricordo delle stragi che hanno colpuito l’Occidente, dalle Torri Gemelle di New York agli attentati di Londra e Madrid. Là dove, lamenta Arnaud, i governi accolgono nei propri paesi i musulmani, senza conoscere i rischi cui vanno incontro.
Fra i lettori che scrivono al Giornale, c’è comunque anche chi, con toni più equilibrati, auspica un’integrazione fondata sulla conoscenza e sul rispetto, e sulla distinzione fra cittadini musulmani e terroristi.