Adesso è ufficiale: Cassano non "spacca" lo spogliatoio ma divide la società

Nel rifiuto al trasferimento verso Firenze con Prandelli, si è prodotta una frattura tra l'ad Marotta che con Del Neri aveva dato il via libera all'operazione e il presidente Garrone il quale si è schierato dalla parte del barese

I biografi e gli amici di FantAntonio possono ripeterlocon indiscutibile orgoglio. Cassano non è più il tipo che spacca lo spogliatoio. Era successo a Roma con Totti, si era ripetuto a Madrid dove solo Zidane lo aveva adottato. A Genova, a Bogliasco in particolare, non è successo. E infatti sono stati gli sms spediti dai suoi sodali nelle ore successive alla pubblicazione della notizia del trasferimento a Firenze a suggerire nell'animo del barese l'idea di opporre un bel rifiuto e di restare in blucerchiato.
Tutti d'accordo, allora, almeno in questo caso: Antonio non è uno sfascia-spogliatoio. Ma c'è una coda a questo ragionamento che va fatto per onestà intellettuale e che consente di valutare al meglio la complessa vicenda. É vero, tutto lo spogliatoio Samp si è schierato con Cassano. Gli hanno chiesto di restare: segno che tra loro ha seminatoamicizia e stima. Non è successo però lo stesso sull'altro fronte, sul fronte della società che si è ritrovata "spaxxata" in due tronconi, uno contro l'altro armato alla fine della vicenda. Perchè il trasferimento di Cassano alla Fiorentina era stato negoziato da Marotta, ad della Samp, con il consenso di Del Neri, l'allenatore. I due sono stati "spiazzati" oltre che dalla volontà del calciatore anche dall'atteggiamento del presidente Riccardo Garrone che si è schierato dalla parte del barese. Esponendo, senza volerlo magari, soprattutto il tecnico alle critiche velenose del pubblico.
Basterebbe questo semplice indizio, per suggerire a quanti hanno sostenuto nel passato che il Cassano di Genova era diventato un santerello, di cambiare registro ed evitare strumentali polemiche nei confronti di Lippi. Il Ct e la sua teoria sono usciti rafforzati da questo episodio: Cassano è una risorsa ma anche una "grana" per chiunque se lo metta in casa. Di qui la decisione di lasciarlo al matrimonio e al viaggio di nozze con la sua Carolina la prossima estate: meglio così per tutti. Non avrebbe risolto i problemi della Nazionali, qualche polemica l'avrebbe di sicuro provocata.