Adesso la vera minaccia è quella dell’Aniene

I TRASPORTI Anche ieri è rimasta interrotta la linea ferroviaria tra Lanuvio e Velletri

Un vero e proprio esercito è al lavoro per limitare i danni del maltempo. Il nemico si chiama pioggia e il pericolo principale è ancora legato all’innalzamento del livello del Tevere e dell’Aniene, che rimangono sotto stretta osservazione, perché anche ieri l’acqua, come si temeva, è salita.
In mattinata il Tevere, segnava a Ripetta 10,19 metri con un incremento di 28 centimetri all’ora. L’Aniene, invece, ha raggiunto quota idrometrica pari a 6,67 metri all’altezza di Ponte Mammolo, con un incremento di 12 centimetri ogni 60 minuti. I vigili del fuoco per tutta la giornata sono stati impegnati a rimuovere il battello Tiber II, incagliato sotto le arcate di Ponte San Angelo, che resta chiuso al traffico. L’operazione sembra arrivata alla conclusione e per mettere in sicurezza la struttura è stato affondato il pontone della cucina, che sarà recuperato successivamente. Poi, le 150 unità al lavoro, tra uomini della protezione civile, della marina e dei vigili del fuoco, hanno rimosso il barcone, utilizzando un apposito sistema di cime che partiva da entrambi i lati del Lungotevere.
L’Aniene, invece, si è fatto più minaccioso, soprattutto nel punto in cui inizia a entrare nel Tevere, all’altezza di Ponte Mammolo, sulla Tiburtina. Si sono verificate dispersioni di acqua notevoli perché, gonfiato dalle nuove precipitazioni, ha trovato difficoltà nel confluire nell’altro fiume.
Disagi anche per il trasporto ferroviario: anche ieri la linea Roma-Velletri è rimasta interrotta tra Lanuvio e Velletri, dove a causa di una frana due giorni fa è deragliato un treno. I convogli, quindi, si sono dovuti fermare alla stazione di Cecchina, da dove è stato predisposto un servizio navetta sostitutivo per giungere a destinazione.
Trecento operatori della viabilità, ai quali si sono aggiunti uomini della protezione civile provinciale e agenti di polizia provinciale, coadiuvati da 40 mezzi meccanici tra escavatori, camion e pale meccaniche hanno monitorato invece la circolazione stradale. Hanno lavorato per rimuovere fango, massi e detriti ma otto strade provinciali sono rimaste comunque chiuse per frane e allagamenti.
Superlavoro anche per il Comando di via Genova. Dalle 20 di lunedì fino alle 8 di ieri i vigili del fuoco hanno eseguito 270 interventi. A Pomezia è stato salvato un bimbo di tre anni dall’acqua che stava invadendo la sua casa, mentre i genitori erano fuori dall’abitazione tentando di tamponare il flusso in entrata. Sempre in via Pontina, all’interno di un’osteria, quattro persone sono state strappate alla morte dal gommone dei sommozzatori dei vigili del fuoco.
La zona maggiormente colpita dal maltempo comunque ieri è stata l’Appia Antica, nel tratto tra via Cilicia e via Ardeatina, allagate a causa dell’esondazione del fiume Almone. Da oggi, però, la situazione meteorologica dovrebbe migliorare e la città dovrebbe tornare a essere vivibile.