Adesso per il verde si sta facendo nera

Non è che siamo proprio al tracollo ma viaggiamo al ritmo delle quotazioni di Borsa. Le buone abitudini per salvare la Terra sono vive e lottano sempre insieme a noi, ma il verde è diventato fuori moda come le scarpe color panna, le bustine per fare l’aranciata e il film all’oratorio la domenica pomeriggio. «Gli ecologisti? Ricchi che non hanno nulla di meglio da fare nella vita che parlare di aria calda e fagioli». Parola (duretta...) di Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair. Ma c’è dell’altro. Sposare la verde vita, con le sue verdure e gli eco pannolini biodegradabili è visto ormai come un lusso e i predicatori verdi come la Santa Inquisizione che ti vieta il divertimento, ti ammonisce sulle vacanze e ti toglie di dosso gli abiti se sono a buon mercato. Per cui figurati come sono simpatici.
Il cibo bio? Va giù
In Italia va così: più di 50mila agricoltori si sono convertiti al bio, un milione e 147mila ettari di terreno, siamo al quinto posto nel mondo e al terzo in Europa nella produzione di alimenti biologici (giro d'affari di 2,6 miliardi di euro all'anno, più 22 per cento in soli due anni). Ma quando si tratta di consumarli zero. Nei primi mesi del 2008 la domanda è andata giù di brutto. I bio consumatori sono solo il 2% contro il 20% della Scandinavia, anche perchè il bio cibo costa fino al 40% in più rispetto agli altri e non sono pochi quelli che al bio formaggio, per stare dentro la spesa, preferiscono pizze take away e McDonald's. E in economia l’aria che tira è peggiore di quella del pianeta.
I verdi? Fatti neri
Sono entrati nella Cosa rossa e sono spariti dal Parlamento. I Verdi hanno ricominciato dal Congresso di Chianciano con l’elezione di Grazia Francescato. Che sa bene cosa l’aspetta per il futuro: «Abbiamo davanti a noi non una strada in salita ma una parete verticale». Ha preso il 60% dei voti di una federazione divisa in due sul da farsi. «L’inceneritore campano, la Tav, la tranvia a Firenze sono state battaglie che hanno dato l’idea di un movimento capace solo di veti» li ha sepolti non senza buone ragioni Ermete Realacci. Dopo la caporetto dei rifiuti a Napoli è invece sparito dalla circolazione l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio fischiato persino dai suoi. E praticamente rottamato.
Nucleare? Sì, grazie...
Se nel nostro Paese cominciasse domani mattina la realizzazione di nuove centrali nucleari 26 milioni e mezzo di italiani darebbero la loro benedizione. In un referendum, spiega un sondaggio della Confesercenti, il 54% degli italiani voterebbe sì al nucleare contro il 36% dei no, pensare che alla consultazione del 1987 i contrari erano l’80,6% e i favorevoli il 19,4%. La cosa più fastidiosa però per gli ecologisti è che il sondaggio è stato realizzato subito dopo la notizia dell’incidente alla centrale nucleare francese. Pensa te senza.
I paladini? Messi alla gogna...
Passi che gli ambientalisti si siano incavolati con James Lovelock, guru delle energie alternative, che si è schierato a favore del nucleare, ma prendersela anche con Woody Harrelson, l'attore hollywoodiano noto per il suo impegno verde, duramente rimproverato all’ultimo festival di Cannes perché si è fatto spedire in aereo dagli Usa alcuni accessori vegani, cioè realizzati senza l'uso di prodotti di origine animale. Con un servizio di trasporto aereo, offerto dalla FedEx, usato ogni giorno da milioni di persone, che comprando online circa 860 milioni di prodotti all'anno, contribuiscono mica poco alle futili emissioni di gas serra. Più fumati di così.
I politici? Parlano d’altro
Sarà un caso ma anche i politici hanno cambiato spartito. Un anno fa il 15% degli inglesi metteva l’ambiente tra le tre prime preoccupazioni, adesso la percentuale è crollata di un terzo. Preoccupano di più la criminalità, l’economia, l’aumento dei prezzi, la salute della famiglia. E in Europa non gira certo diversamente. Così Gordon Brown ha messo da parte le discussioni sui pannelli solari in Scozia e la tassa sulla spazzatura, David Cameron, leader dei Conservatori, che aveva messo le questioni verdi ai primi posti del suo programma, non ne parla più da Natale e Boris Johnson appena diventato sindaco di Londra ha subito abbandonato i piani per aumentare la tassa sui gas di scarico. Anche Barack Obama parla d’altro. Di un altro mondo, magari non impossibile.