Adesso Visco mette la tassa anche sui furti

da Roma

Antonio Perrone rischia di passare, suo malgrado, alla storia. Potrebbe diventare il primo ladro a finire tassato per il frutto di una rapina. La Guardia di finanza di Bolzano, retta dal colonnello Domenico Fornabaio, ha infatti segnato all’Agenzia delle Entrate i redditi da proventi illeciti di Perrone che ammontano a 729mila euro. Sui quali dovrà ora pagare le tasse; in quanto il decreto Visco-Bersani, ha dato una nuova fisionomia ai redditi illegali: li inquadra nei «redditi diversi». E come tali, quindi, tassabili.
Esattamente due anni fa, l’11 agosto 2004 Perrone ruba al portavalori dove lavorava un milione e 247mila euro. Dopo il furto scappa all’estero. La Polizia lo rintraccia in Thailandia con 552mila euro in tasca. La somma viene sequestrata e restituita ai Lloyd’s di Londra, in quanto era la compagnia che aveva assicurato (e, con ogni probabilità) rimborsato il portavalori del furto.
La parte residua è quella sulla quale Perrone dovrà pagare le tasse. In quanto, da un punto di vista formale, quei redditi da atti illeciti non erano stati tassati. Ora con la Bersani-Visco finiranno nell’imponibile dell’Irpef.