ADESSO

Questa settimana abbiamo saputo di essere cattocomunisti: ce l’ha scritto il signor Agostino, secondo il quale abbiamo taciuto le incredibili nefandezze compiute dall’Inter a Torino in coppa Italia (ma perché la Juve non ha protestato?) e dunque saremmo per questo entrati nel giro - appunto - del cattocomunismo morattiano. Oggi allora vogliamo essere meno ecumenici e diciamo basta: a questi arbitraggi mediocri, ma anche al vittimismo delle società.
Ad esempio quello dell’Udinese di sabato sera («Se non ci vogliono in serie A ce lo dicano») per giustificare gli strafalcioni di Ayroldi. Ma anche quello di ieri - dopo il lungo strascico di polemiche seguite a Inter-Parma - di Massimo Moratti ancor prima del fischio d’inizio. Con un attacco - e questa volta come non mai - contro la Juve che fu: «Senza quella banda di truffatori avremmo vinto anche il 5 maggio». Il tutto accompagnato da un paio di striscioni nella curva di San Siro (ma non erano vietati?) che approvavano il silenzio dell’Inter contro la stampa «asservita». Allora: detto che il 5 maggio in campo c’erano Ronaldo, Vieri e Recoba e bastava vincere contro una Lazio (diciamo così) non troppo guerriera, è vero, quelli truffavano. Ma adesso ci siamo un po’ stufati.
Siamo un po’ stufi di questi arbitri incapaci di dirigere un campionato dove l’Inter, la squadra più forte, deve essere messa in dubbio dalla mediocrità dei fischietti. Ma siamo anche stufi del continuo rivangare un passato che dovrebbe essere proprio questo: passato. Lo diciamo al presidente Moratti, la cui polemica stona con i successi della squadra che ha avuto il grande merito di costruire. E lo diciamo anche al signor Agostino che ci accusa di aver passato il limite della mancata decenza per aver nascosto un infinito numero di colpe arbitrali a favore dell’Inter. No, signor Agostino - dopo il rigore dato ieri all’Inter, ma non solo (se ne faccia una ragione) - lo diciamo anche a Collina: questi arbitri sono scarsi. E adesso basta: si faccia qualcosa.