Adolescenti bruciano auto

DELLA BIANCA «Scidone non dice dove finiscono i soldi dei genovesi che violano il divieto»

I numeri fanno impressione. Le multe per transiti sulle corsie gialle raggiungono cifre impensabili, si uò parlare di vera e propria «strage» cui corrispondono incassi record per il Comune di Genova. L’assessore alla polizia municipale, Francesco Scidone, rispetta l’impegno derivatogli da un ordine del giorno approvato da tutti i gruppi consiliari e fornisce i dati: dall’inizio dell’anno e fino al 31 agosto le sole due telecamere e via Archimede hanno rilevato ben 24.778 infrazioni.
Oltretutto le cifre e l’andamento delle contravvenzioni elevate dimostrano come sia assolutamente inutile l’uso delle telecamere come deterrente, in quanto il numero di multe fatte non è andando a calare progressivamente, e anzi dalle 3.281 violazioni rilevate nel mese di gennaio si è passati alle 3.958 di maggio. Calo fisiologico solo in estate con il normale decremento di traffico, che pure ha visto elevare a giugno 3.532 multe, circa 250 più che all’inizio dell’anno. Accertato che il controllo delle corsie riservate ai bus con le telecamere serve più a far cassa che a convincere i genovesi a non utilizzare la parte di carreggiata vietata, aumenta la curiosità di sapere cosa fa il Comune di tutti i soldi incassati.
Questo è il secondo aspetto che chiedeva di approfondire l’ordine del giorno presentato dalla capogruppo di Forza Italia, Raffaella Della Bianca, e sottoscritto dalle altre forze politiche. L’assessore Scidone avrebbe dovuto «significare come la civica amministrazione intenda investire tali risorse». Ebbene, nella lettera con cui l’assessore risponde ai capigruppo della sala rossa, c’è molta precisione nel comunicare i dati disponibili, nello spiegare addirittura come sono divise, giorno per giorno, le contravvenzioni. Ma non si fa il minimo cenno a dove andranno a finire i soldi che il Comune incasserà dai genovesi grazie alle telecamere piazzate a guardia delle corsie gialle. Una «dimenticanza» che non passa inosservata alla stessa capogruppo azzurra. «Le cifre sono impressionanti - fa notare Raffaella Della Bianca - Ma sono soprattutto stupita dal fatto che l’assessore non si pronunci sull’utilizzo dei soldi incassati. È preoccupante perché va a rafforzare i timori di quanti vedano questa manovra unicamente come l’ultima trovata per fare cassa».