Gli adolescenti di Paravidino? Fumetti «sotto vuoto»

«Parlare della società in cui viviamo è il modo migliore per mantenere vivo il teatro». Ne è certo il direttore dell’Eliseo, Massimo Monaci, che alle parole fa seguire subito i fatti con il dare il benvenuto sul palcoscenico di via Nazionale a un regista innovativo come Valerio Binasco e alla scrittura teatrale del giovane talento Fausto Paravidino. È Peanuts - Noccioline lo spettacolo di Paravidino in scena da questa sera al 16 dicembre, una commedia (ma anche tragedia) nata su commissione del Royal National Theatre di Londra nel 2001. Appunto la realtà di oggi, con le sue ombre e gli interrogativi che pone, è la vera protagonista di Noccioline, pur se filtrata attraverso uno stile quasi onirico. La storia riguarda un gruppo di adolescenti (che molto hanno in comune con i personaggi dei fumetti di Schultz, a partire dal linguaggio e dalle movenze), in un primo tempo osservati mentre siedono su un divano, davanti a un televisore, intenti a chiacchierare e farsi dispetti; poi gli stessi personaggi ci vengono mostrati a distanza di dieci anni, in una caserma, divisi tra torturati e torturatori. In entrambe le situazioni alligna la violenza: «All’inizio c’è molto humour ma anche spietatezza - così il regista -, i bambini hanno una certa brutalità verbale. Nella caserma si passa a scene di tortura vere e proprie». «Peanuts non è però un testo sul G8 - avverte l’autore -. Le vicende di Genova sono invece al centro di un altro lavoro, intitolato Genova 01. Quando mi è stato proposto dal National Theatre un lavoro che potesse essere interpretato da ragazzi inglesi, ho pensato al Signore delle mosche. Poi è successo il G8, e mi ha dato uno spunto: mi sono chiesto come sia possibile assistere allo scontro tra due eserciti, di cui uno massacra l’altro con odio, quando entrambi provengono dallo stesso background». «È un’operazione molto moderna - spiega ancora Binasco - in cui 23 sequenze e varie tematiche sono tenute insieme a mo’ di patchwork. Non è però un dramma a tesi, Paravidino non dà risposte: sta allo spettatore associare i vari riferimenti e intuire le connessioni tra gli elementi del collage. Il risultato è vivace e poetico». Info: 06.4882114.