Adolescenti: ricominciare dai libri

Le statistiche e le graduatorie sulle competenze linguistiche e sulle conoscenze storiche dei nostri ragazzi sono di quelle che fanno stringere il cuore e ancora più tristi sono le confessioni degli insegnanti. I nostri adolescenti faticano con la parola scritta, leggono poco e male e in molti casi scrivono peggio. Da tempo la scuola ha rinunciato a usare criteri di selezione, ci si adegua e di anno in anno i ragazzi avanzano di classe in classe come su un binario a scartamento ridotto. La scuola cambierà, ci si muove nella direzione giusta, ma i mutamenti sono necessariamente lenti. I nostri ragazzi sembrano tutti ultradotati perché usano un linguaggio che suona moderno e brillante, frutto della «koinè», del comune strumento di comunicazione che deriva da spettacoli, svaghi, Internet e televisione condivisi. Ma la parola scritta è un’altra cosa, oggi si può arrivare a completare gli studi universitari senza sapere scrivere decentemente una lettera. E per imparare a scrivere bisogna saper leggere. Urge una cura intensiva di letture che, recuperando il passato – storie, emozioni, culture – aiutino i più giovani a prepararsi al futuro.
Ben venga, allora, «Quantestorie», il salone dei libri dedicati ai ragazzi giunto alla seconda edizione. È confortante che Milano ospiti questa iniziativa (da lunedì a domenica 12, in città e a Sesto San Giovanni) perché il virus della lettura bisogna inocularlo presto e il salone si rivolge a quelli che sono sotto i quattordici anni. La rassegna prevede mostre, incontri con gli autori, un insieme di iniziative che dovrebbero incuriosire e stimolare i piccoli lettori. Che in genere rispondono e quando ricevono gli impulsi giusti si rivelano consumatori di libri più degli adulti. Al mattino ci saranno le visite guidate per le classi di tante scuole, nel pomeriggio ci sarà spazio per le famiglie. È chiaro, è innegabile che non tutti i compiti della formazione debbano ricadere sulle scuole.
Anche la famiglia deve fare la sua parte, magari i genitori che non hanno avuto la fortuna di imbattersi in molti libri nella loro vita devono ascoltare i consigli di chi ha avuto più opportunità. Ai ragazzini si danno vitamine, merendine, integratori eccetera; ebbene, i libri sono vitamine per anima, cuore e cervello. E non fanno ingrassare.
Nella prima edizione di «Quantestorie» si è raggiunta la quota dei diecimila visitatori. Milano può fare di più.