Adolescenti senza valori «Sopra e sotto il ponte»

da Roma

È notte, sul cavalcavia che scavalca via Palmiro Togliatti, grande arteria alla periferia di Roma. Una ragazzina e il suo fidanzato, un sasso in mano, guardano le macchine correre sotto di loro. È la prima inquadratura di Sopra e sotto il ponte, film italiano in concorso al festival di Montreal. Natale Gioffrè non era ancora stato ucciso, sotto il cavalcavia dell'A1, ma non era neppure accaduto «il fatto di Tortona», quando Alberto Bassetti ha scritto per il teatro Sopra e sotto il ponte, testo andato in scena con successo in due diversi allestimenti, premiato nel 1995 e oggi divenuto un film con il quale il drammaturgo e regista teatrale esordisce nel cinema. «Mi piacciono teatro e cinema che parlano del sociale senza partiti presi» dice lui.
Nel cast Isabel Russinova (anche produttrice del film con la sua Ars Millennia), Graziano Piazza, Lorenzo De Angelis (il ventenne protagonista), Clio Bassetti (esordiente, figlia del regista, coprotagonista), Davide Rossi (è il figlio di Vasco, esordiente anche lui ma iscritto all’Università del cinema di Cinecittà).
«Il fatto di Tortona è stato dopo, forse qualcosa era già successo, non ricordo» dice Bassetti e spiega quella pietra in mano al ragazzo, più che con le suggestioni della cronaca, con una frase che lui, padre di due adolescenti, si è ripetuto tante volte con altri genitori: «Se non diamo dei valori ai nostri figli, finiranno per tirarci i sassi in testa».
E i dialoghi tra Alessandro (De Angelis) e Deborah (Clio Bassetti) sembrano anch’essi brandelli di quelle conversazioni tra adolescenti che si ascoltano in autobus: «Da grande farò la ballerina» dice Deborah; «Bisogna studiare anni» le risponde Alessandro e lei: «Ma che dici?! Guarda la tv!». Oppure: «Voglio fare l'attrice» dice ancora Deborah e Alessandro: «Ti verrò ad applaudire a teatro», «Ma che teatro! quei quattro morti di sonno. L’attrice in tv o al cinema. Farò tanti calendari».
Deborah è una quindicenne di periferia, tutta tv e centri commerciali, come sua madre Roberta (la Russinova) che arrotonda facendo marchette per non farle mancare l’ultima griffe e sogna per lei lo stesso futuro di facile successo di cui parla la ragazzina.