Adolf Hitler è vivo, i comunisti pure

Roberto D’Agostino, Come vivere – e bene – senza i comunisti, Mondadori 1986, 358 pagine, lire 20mila. Nota: il volume, usato e isolato, è stato reperito lunedì 11 luglio 2005 alle ore 1.25 nella libreria interna della Festa di Liberazione di Milano (di fronte al Palamazda) in mezzo a vecchio materiale gruppettaro e leninista. Tre euro, no scontrino. Nota 2: il libro non contiene un vero testo, ma solo elenchi.
Pagina 169, dal capitolo Il Piacere della conversazione: «Abbronzatura: fa venire il cancro. Acqua: troppo gassata fa venire le coliche. Arricciatura: questa umidità mi arriccia i capelli. Burro: fa ingrassare. Caffè: fa venire l’acidità di stomaco. Caldo: insopportabile. Computer: fa male agli occhi. Diploma: a che serve? Femminilità: va preservata».
Pagina 179, dal capitolo Il salotto parla: «Ma poi sono un incorreggibile romantico. Non sono di quelli che vanno a New York a comprare le mutande. Siamo circondati da burocrati. Oggi in seconda si viaggia meglio che in prima. Il mio libro non vuole essere un trattato sociologico. L’ho scritto come un semplice divertissement familiare, un gioco. Se ai critici non piace, cosa importa? Non l’ho certo scritto per loro».
Pagina 180, da Il salotto trama: «Cia e mafia hanno ucciso Kennedy. Nelle fogne di New York scorrazzano i coccodrilli albini. Craxi è uno stallone. Amanda Lear non è un uomo. Renato Zero non è gay. Hitler è vivo e in buona salute in un villino di Castelfusano».