"Adoro le spiagge di Rio e le belle ragazze": ecco l'esilio d'oro del terrorista Cesare Battisti

L’ex terrorista rosso racconta alla rivista <em>Piaui</em> delle vacanze appena trascorse al mare mentre
prepara il libro sulla sua esperienza nel carcere di Papuda: &quot;Non ho nessuna voglia di
andarmene dal Brasile, ormai sogno perfino in portoghese. Adoro
Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda
Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare&quot;

Rio de Janeiro - "Non ho nessuna voglia di andarmene dal Brasile, ormai sogno perfino in portoghese. Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare". L’ex terrorista rosso Cesare Battisti ha passato i primi giorni di ferie al mare mentre prepara il libro sulla sua esperienza nel carcere di Papuda. In una chiacchierata con la rivista brasiliana Piaui, l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo ha raccontato - per la prima volta da quando è stato rilasciato, due mesi fa - il suo esilio dorato in Brasile.

"Teoricamente Cesare non potrebbe allontanarsi da San Paolo - ha detto alla rivista una militante membro del comitato brasiliano per la liberazione di Battisti - perché il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta mi ha garantito che tutto procede senza problemi". Eppure Battisti racconta di aver passato qualche giorno "su una spiaggia al sud di Rio", alternando lunghe camminate sulla spiaggia (nonostante il freddo e la pioggia dell’inverno australe) al lavoro di preparazione del libro. Battisti specifica che comprava e cucinava personalmente del pesce ai pescatori in riva al mare. "Con Cesare ci sentiamo via internet - ha aggiunto il militante - e lo prendo in giro dicendo che adesso non si può lamentare della vita che fa, altro che la cella a Papuda, ma lui è molto concentrato sul lancio del libro".