Adottiamo un politico a distanza

Non se ne può più di questo odio ge­n­erale contro la casta dei politici. Che sono questi linciaggi di massa, senza distinguo?

Non se ne può più di questo odio ge­n­erale contro la casta dei politici. Un tempo lo condividevo anch’io, ma in­veire contro di loro è facile e scontato. Co­sì dopo il lancio delle scarpe Tod’s, mi so­no nauseato. Che sono questi linciaggi di massa, senza distinguo? Te la racco­mando poi la massa. È peggio della ca­sta, la massa, vorrebbe godere degli stes­si privilegi e compiere gli stessi abusi, ma non ne ha le possibilità e allora cova rabbia e invidia. Ma la crisi mondiale non è colpa dei politici, loro semmai non sanno fronteggiarla.

Quando sparano sul mucchio mi co­glie il desiderio perverso di elogiare la ca­sta. Anzi auspico la nascita di una vera ca­sta, un corpo separato di élite, che gode di enormi privilegi pari alle loro responsabilità e capacità. Il guaio dei politici è che non sono una casta, una classe elet­ta, distinta e dirigente, ma un’accozza­glia, mediamente miserabile, simile alla massa.

Nell’attesa di una vera casta propon­go una soluzione umanitaria: adottia­mo un politico a distanza. Come si fa per i bambini delle favelas o se preferite un paragone disumano, con i bastardini smarriti e i gatti randagi. La preferenza è troppo poco, vogliamo l’adozione. Ci mandino le foto, il peso, l’età e noi ce lo scegliamo.

Non gli faremo mancare le nostre coc­cole, cibi e tenerezze, lo sproneremo nel­la sua carriera, lo seguiremo nel suo svi­luppo.

Non soldi né mensa ma opere di bene. Aiutiamolo a crescere. Saremo i suoi tu­tori. Chissà che adottato non venga su un po’ più attento e riconoscente verso i suoi genitori adottivi.