Adr, Gemina si organizza per fare l’offerta

A giorni si riunirà il patto. Un mandato per studiare le mosse da contrapporre a Macquarie

da Milano

Sollecitati, indirettamente, dai progetti che gli australiani di Macquarie stanno mettendo a punto con il sostegno di Intesa Sanpaolo, ieri gli azionisti di Gemina hanno impresso un’accelerazione alla vicenda che vede come oggetto del contendere il pacchetto di Aeroporti di Roma. Il cda della società milanese (che controlla il 51% di Adr contro il 45% degli australiani) ha discusso sulla necessità di organizzare un aumento di capitale, e ha trovato un accordo di principio. Il presidente di Gemina, Guido Angiolini, e della subholding Leonardo, Paolo Nicoletti, hanno ricevuto un incarico (astenuto solo l’ad Franco Tatò, che rappresenta la famiglia Romiti) per studiare le modalità del finanziamento e la successiva offerta.
Il fronte dei soci non è compatto: se tutti si dicono concordi per acquistare la quota di Macquarie, non è chiaro quanti siano realmente disposti a tirar fuori i quattrini. Le risorse necessarie sono circa di 1,2 miliardi, ma le variabili tecniche legate all’operazione sono molteplici e alcuni si riservano di decidere quando ogni aspetto sarà definito. Per questo due azionisti in particolare, Ligresti e Toti, hanno chiesto che tutto avvenga per passaggi formali, a cominciare dalla volontà esplicita espressa dal patto di sindacato (che sarà convocato la prossima settimana). Mediobanca, dopo essersi rafforzata internamente con l’uscita di Pier Giorgio Romiti, si è resa disponibile a erogare un prestito ponte, insieme a Capitalia e ad altre banche, per accelerare i tempi in attesa dell’aumento; ma in passato ha più volte ripetuto che l’investimento in Gemina non è strategico. Chi invece spinge l’acceleratore, in questo momento, è il gruppo Benetton - cui fa capo un terzo di Investimenti infrastrutture, primo socio di Gemina - che appare, oltre che liquido, il più interessato ai business commerciali offerti da un grande aeroporto come Fiumicino. Clessidra, il fondo di Claudio Sposito (altro socio di Investimenti infrastrutture), condivide le aspettative dei Benetton anche se il suo obiettivo sociale è tipicamente la plusvalenza. Esplicitamente contraria all’aumento la famiglia Romiti che, per quanto indebolita, è pur sempre il primo azionista di Gemina (un terzo di Investimenti infrastrutture e il 5% diretto attraverso Bigli); essa appare più propensa a un’alleanza con gli australiani, che la vendita della quota da parte di Gemina renderebbe possibile.
Se a parole Gemina è dunque compatta nel manifestare il suo interesse per Adr, nei fatti rendere omogenea questa volontà appare un’operazione ancora da conquistare.