Adr, Macquarie esclude un attacco

da Milano

Nessuna Opa su Gemina: messa sotto pressione dalla Consob, Macquarie sgombra il campo dalle indiscrezioni circolate in questi ultimi giorni in Piazza Affari. La smentita, sollecitata dalla Consob, ha frenato la corsa della finanziaria che, in apertura, era schizzata fino a 3,62 euro (più 7,01%, a un soffio del record storico) per poi chiudere in rialzo del 2,54% a 3,46 euro. Grazie alla scommessa di una scalata da lunedì scorso la rivalutazione è comunque dell’11,3%.
A questo punto lo scontro tra australiani e Gemina, soci di Adr rispettivamente con il 44,7% e il 51%, torna tuttavia a livello della società che gestisce Fiumicino e Ciampino. E il braccio di ferro pare destinato a un’accelerazione per sfuggire alle macchinose procedure del patto di sindacato in Adr. La prossima settimana è infatti attesa una riunione del cda e del patto di sindacato di Gemina. L’appuntamento, dopo i contatti di questi giorni, dovrebbe servire a preparare un’offerta sulla quota degli australiani. Ma Macquarie - che al pari di Gemina lascia trapelare di giocare nella partita il ruolo del «convinto compratore» - non pare intenzionata a mollare la presa su Adr. Nella nota il gruppo ribadisce di «considerare tutte le opzioni che possano non solo salvaguardare ma aumentare il valore dell’investimento a vantaggio di tutti». Gli australiani starebbero tra l’altro sondando investitori da far rientrare in Adr nel caso in cui rilevassero la quota di Gemina a garanzia dell’italianità della società.
Al pari Gemina sarebbe disponibile a valorizzare il ruolo degli enti locali (soci di Adr con il 3%). La strada imboccata appare quindi quella di una trattativa diretta, per verificare la possibilità di un’offerta convincente da parte di uno dei soci all’altro. Insomma, in presenza di contrasti sulla gestione difficilmente sanabili, chi farà l’offerta migliore otterrà Adr. Quel che è certo è che sia australiani che italiani - martedì scorso convocati dal ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro - hanno fretta di chiudere la partita. Lo stallo in Adr si trascina infatti da gennaio quando i consiglieri in quota Macquarie si sono astenuti sul piano industriale presentato da Maurizio Basile e appoggiato da Gemina. L’accettazione del mandato di mediazione da parte dell’avvocato inglese Karl Mackie, dovrebbe arrivare la prossima settimana mentre l’esito è atteso a metà luglio.