Adriano gol, l’Inter vince e ritrova anche Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic è partito subito forte, quei 17 minuti contro il Siviglia gli hanno fatto bene, tornare in squadra ad Amsterdam anche. Si è presentato solo davanti al portiere, ha calciato una punizione con inaudita potenza, ha colpito due pali, a tratti è stato più veloce del pallone che gli è finito fra le gambe sulla corsa sciolta. Gli sono venute anche cose belle, con Adriano non si è dato fastidio e ha lasciato capire agli altri che se questa coppia è al minimo fa paura, se sta bene consente di partire con un gol di vantaggio. Col passare dei minuti lo svedese è calato, ma non per colpa del ginocchio e questa è la seconda bella notizia. E quando l’Inter è tornata in campo per giocare il secondo tempo contro l’Ajax, Mourinho lo ha lasciato al suo posto, insomma lo ha caricato dopo averne cantato le lodi al termine della breve apparizione di venerdì. L’Inter è andata in vantaggio subito, grazie a Muntari e Adriano. L’africano prima ha perso banalmente un pallone a centrocampo, quindi si è intestardito per riconquistarlo, c’è riuscito e ha immediatamente messo in profondità per il brasiliano che in posizione centrale è scattato bene, ha mantenuto il controllo della palla nonostante la pressione dell’avversario e ha scaricato un sinistro in diagonale che ha piegato le mani a Stekelenburg e si è infilato sul secondo palo. Era il quinto del primo tempo, i ragazzini dell’Ajax stavano ancora facendo l’appello. Nei successivi venti minuti l’Inter è stata padrona del campo, ha colpito due pali con Ibra e Zanetti, ha messo due volte un giocatore libero davanti al portiere e poi è stata salvata da Burdisso che di petto ha respinto a porta vuota una conclusione di Cvitanich.
Bene tutti, gara sottoritmo ma sufficientemente fisica, è partito anche qualche calcio ma Burdisso non c’entra, Toldo mantiene l’imbattibilità estiva nelle partite da novanta minuti e a un certo punto l’Inter ha dato l’idea di voler far segnare Ibrahimovic in campo con un paio di pantaloncini tagliati sui fianchi per non avere ostacoli sulla corsa. Dopo aver colpito nuovamente un altro palo, a venticinque minuti dalla fine, Mourinho lo ha richiamato per Suazo quindi senza cambiare il 4-4-2 iniziale, variante estiva che tornerà utile. La contemporanea presenza di Figo e Jimenez sulle fasce hanno comunque sempre dato l’impronta di una squadra in grado di sfruttare tutto il fronte d’attacco e proprio Figo a tratti ha giocato da propria e vera terza punta, a destra e anche a sinistra quando Mourinho lo ha trasferito sull’altro fronte. Ma anche per il portoghese con precisi compiti difensivi.
Per vincere questo bizzarro trofeo che prevede tre punti per la vittoria più un punto per ogni rete segnata, sarebbero occorsi almeno quattro gol ma il rischio è anche quello di intasare una bacheca di coppe di medio calibro, con tutto il rispetto, che tolgono spazio ad altre più preziose.