Adriano è ko, l’Inter scalda l’italiano Balotelli

Sì, Adriano si deve fermare. Ha lavorato sodo e adesso paga, ci sta, non è un dramma.
«La scommessa Adriano? Sì, ma la scommessa è la sua, è lui che la deve vincere». Così Massimo Moratti lunedì a Locarno in occasione della presentazione del film sui dieci anni di Inter Campus. Era contento il presidente, la decisione di spedirlo in Brasile ha funzionato, più di un’intuizione, sembra un segno del destino che da qualche stagione sta girando dalla parte opposta. Una scommessa e un destino che la rende ancora più incasinata perché lunedì il brasiliano ha accusato un dolore alla coscia destra proprio a fine allenamento e ieri il responso degli accertamenti clinici del dottor Combi non ha dato un esito positivo. Adriano si ferma: niente Eusebio Cup a Lisbona venerdì, niente Supercoppa contro la Roma, solo ottimistiche speranze per la prima di campionato. L’Inter nel suo comunicato apparso sul sito nel tardo pomeriggio di ieri parla di una sofferenza muscolare che il giocatore accuserebbe alla coscia destra, per lui già iniziate le terapie fisioterapiche di recupero, un ulteriore controllo è già programmato per l’inizio di settimana prossima.
La società fa sapere che non si tratterebbe di un infortunio grave ma è altrettanto certo che Adriano stava volando letteralmente, trascinato dall’entusiasmo dei tifosi durante il ritiro di Brunico. Adriano costretto a fermarsi dopo un avvio di stagione oltre ogni più ottimistica attesa e dopo un beneaugurante feeling con Zlatan Ibrahinmovic non è un problema come un altro. Capocannoniere con due reti dell’Inter estiva, il brasiliano stava diventando l’acquisto più importante di questa stagione, l’ottimismo su un suo recupero rapido è raffreddato da una versione più pesante sul suo infortunio che parla di stiramento, eventualità che lo terrebbe lontano dai campi per almeno un mese. Fonti vicine al giocatore hanno assicurato che Adriano subito dopo l’infortunio era molto preoccupato, ha chiesto impacchi di ghiaccio e temeva un incidente più grave.
Niente drammi, lo staff medico si dice certo di ridarlo a Mourinho per la prima di campionato, entra in infermeria con Chivu, Cordoba, Maicon, Materazzi e Samuel, tutti in recupero.
Ma ieri è stata anche la giornata di Mario Balotelli, origini ghanesi, nato a Palermo, una nuova mamma che lo ha preso in affido quando aveva appena due anni e ora maggiorenne e finalmente italiano. In mattinata il sindaco bresciano Diego Peli di Concesio gli ha consegnato i documenti che lo fanno cittadino italiano a tutti gli effetti, lui ha offerto in dono una maglia nerazzurra e ha ricevuto la medaglia del Comune come simbolo di appartenenza alla comunità: «Sono decisamente molto più emozionato oggi che nel giorno del mio esordio in serie A – ha detto –. La chiamata di Lippi? La lista Champions? Sono sogni». Ha detto anche che ricorda le sofferenze che ha dovuto patire prima di arrivare a questo giorno: «Cose che non dimenticherò perché io mi sono sempre sentito cittadino italiano e queste cose mi facevano male».
Ma intanto annusa un inserimento in lista Champions perché sente attorno a sé l’affetto di tutti e soprattutto la stima di Mourinho. Lippi invece per ora non gli ha telefonato: «L’ho incontrato a Viareggio durante il torneo, una sua telefonata sarebbe il regalo più bello per i miei 18 anni. Io mi sento fiero di essere italiano, conosco l’inno di Mameli fin da quando ero piccolino, la maglia azzurra è un sogno che posso realizzare. Lo sarebbe anche quella dell’under 21». Questo stop di Adriano lo rilancia in modo quasi sfacciato, se Mourinho vorrà riproporre le due punte nessuno meglio di lui può fare il vice Adriano.

Parlando di mercato in serata da Londra una cattiva notizia, a dire il vero attesa: Frank Lampard ha rinnovato col Chelsea fino al 2014: «Voglio chiudere la carriera qui, ne sono assolutamente certo». Con buona pace di Mourinho.\