Adriano, l’ultimo giallo è ancora un bicchiere

Cacciato da Mourinho perché alticcio? L’Inter smentisce "Ha uno stiramento". Ma Moratti: "Chiarirà con Josè". Anche
Maicon sarebbe stato punito

Milano - Solo equivoci. L’Inter fa quadrato attorno all’Imperatore: «Credo - sottolinea il presidente Massimo Moratti -, che chiariranno tutto con Mourinho». Usa il plurale perché c’è finito in mezzo anche l’altro brasiliano, Maicon, che secondo confidenze si sarebbe intrattenuto fino a tarda notte a casa di Adriano, presentandosi poi, anche lui, in condizioni non accettabili all’allenamento di giovedì mattina ad Appiano Gentile. Adriano addirittura in anticipo sull’orario del raduno, ma pare che José Mourinho non si sia commosso davanti a tanto zelo e lo abbia rispedito a casa assieme a Maicon Douglas. L’Inter, in un comunicato ufficiale apparso ieri sul sito della società, ha dato un taglio completamente opposto al nuovo giallo rivelato ieri dalla Gazzetta dello Sport («dopo attentissima verifica», dicono in redazione) attorno al centravanti di Rio de Janeiro che un anno fa circa fece outing, confidando di avere grossi problemi con l’alcol: «FC Internazionale precisa che nella giornata di giovedì - si legge nel comunicato -, alla ripresa degli allenamenti dopo il giorno di riposo, Adriano è stato sottoposto dallo staff medico nerazzurro ad accertamenti strumentali per una elongazione muscolotendinea alla coscia destra, riportata nel primo tempo di Werder Brema-Inter e per la quale è già stato programmato uno specifico lavoro di recupero. Per quanto riguarda Maicon, invece, ha svolto un lavoro di recupero attivo individuale, come programmato per i nerazzurri maggiormente impiegati nella gara di martedì in Champions League».
Adriano è stato sostituito al termine del primo tempo della partita di Brema, e nonostante non fosse da addebitare solo a lui la prestazione mediocre della squadra, il suo avvicendamento con Ibrahimovic era apparso il risultato di una scelta tecnica di José Mourinho e non di una indisposizione del giocatore. Tanto più che anche nelle ore successive alla partita non era stata avvalorata da alcun comunicato societario in merito. Così come giovedì, nessuna precisazione sulle condizioni fisiche di Adriano.

La società fa quadrato perché il giocatore è veramente seguito da tutti con affetto, gli si concede il beneficio dei buoni sentimenti e della difficoltà ad uscire completamente da una dipendenza ammessa e confermata. E poi anche perché Adriano, in un simile scenario, vedrebbe ridursi il suo valore di mercato. Le voci relative a un suo ritorno definitivo in Brasile riprendono quota, il sito di Globoesports lo pone al centro della risposta del Flamengo all’ingaggio di Ronaldo da parte del Corinthians. Adriano sarebbe atteso a Rio il 21 dicembre ufficialmente per festeggiare il Natale con i suoi, in realtà per firmare un contratto con il club brasiliano. E sul sito on line ci sarebbero anche le dichiarazioni entusiastiche di presidente e vicepresidente del Flamengo, club dal quale l’Inter lo prelevò nel 2001.

I problemi di Adriano sono noti a tutti, se lo sono visti recapitare a gennaio in Brasile con un dottore al seguito per riabilitarsi, 19 partite e 11 gol con il San Paolo. Lui lì sta meglio, si sente meno controllato, quindi anche più libero. La sua fragilità è evidente anche in campo dove non protesta mai e non pretende, completamente diverso da ogni altro prototipo di centravanti del nostro campionato, anche non della sua caratura tecnica. Anzi sembra quasi che chieda sempre scusa. Mourinho deve valutare se questo Adriano vale un’attenzione particolare, unica strada percorribile per un suo eventuale recupero, fosse solo per non doverlo svendere al peggior offerente.